Castori, niente scherzi!

logoeffsport2

7 punti nelle 4 partite in cui a ri-preso il timone della Salernitana. Si direbbe di un mister Castori in perfetta media salvezza, testardo nell’esigere dalla società la rassicurazione di poter attuare il suo modulo preferito 4-3-3 dopo il reintegro, intelligente nel proporre una versione del succitato modulo tanto prudente quanto offensiva a seconda degli avversari, pragmatico nel cercare finalmente il pareggio dove serve (Pisa) e garibaldino nell’ottenere (anche turandosi il naso) le vittorie imprescindibili negli scontri diretti con Frosinone e Modena. Ebbene, Castori superstar? Ci sia permesso di non concordare, giacchè ancora tanti (troppi) interrogativi di natura tecnico-tattica restano addensati sul capo dell’uomo di Tolentino. In primis, la posizione in campo di Arturo Di Napoli. Né punta, in quanto obbligato a ripiegare, né mezzapunta, in quanto posto su una delle fasce d’attacco; insomma né carne né pesce, con l’aggravante di una stagione che ricomincia a innescare marce alte e che, complice gli impegni ravvicinati, vede il buon Re Artù denotare anche limiti di natura fisica. Ma, più in generale, se è vero che Fava è l’imprescindibile vertice avanzato dello scacchiere granata, desta ancora perplessità il sacrificio tattico cui vengono chiamati gli esterni della prima linea, che si chiamino Iunco (soldatino ubbidiente), Di Napoli (vedi sopra) o Ganci (ammirevole nel tornare sulla propria linea di fondocampo…ma in passato non era un centravanti?).Insomma Castori dovrebbe capire che un 4-3-3 così concepito non morde a dovere e, peraltro, rischia di portare la Salernitana a difendersi con uomini inadatti a quella zona di campo, tanto su fasi di gioco, tanto su calci piazzati. Da uno schieramento a due punte, magari, troverebbe maggiore giovamento sia Di Napoli (o la punta prescelta per affiancare Fava), sia Ciaramitaro, il quale, al di là dell’infortunio subito a Pisa, è un uomo cui piace giostrare in mezzo al campo, magari in posizione di trequartista. Se chiamato a giocare sull’esterno, Ciaramitaro ne soffre: un rombo, con Pestrin vertice basso a proteggerlo e Soligo, Coppola o Fatic quali scudieri laterali, potrebbe risolvere il problema. E poi la difesa, che alterna gare senza subire reti ad altre in cui ne raccoglie grappoli. La riproposizione di Peccarisi a Pisa va da considerarsi come un atto d’amore di Castori verso un suo pupillo, altrimenti non si spiegherebbe l’ostinazione del tecnico a schierare un giocatore fuori forma, esponendolo a brutte figure (per lui, terza espulsione in Toscana dopo quelle di Grosseto e Livorno…non c’è che dire, l’Etruria proprio non la digerisce).  Meglio non toccare più di tanto quei – pochi - equilibri faticosamente raggiunti dopo due/terzi di campionato. Meglio farsi furbo, saggio e smaliziato. Meglio, anzi, d’obbligo, non scherzare più…col fuoco!

 

Comments are closed.