Quando Tulli stava per diventare “patron” della Lazio…
![]() in foto Piero Tulli
Piero Tulli è quello che gli americani definiscono un “late bloomer” e cioè un imprenditore sbocciato tardi. Questo imprenditore romano di 66 anni in venti anni ha costruito un vero e proprio impero partendo da zero. Tulli parte con un edicola con annesso trasporto giornali e subito dopo è riuscito ad organizzare una cooperativa di trasporti che pian pianino è riuscita ad avere come cliente la Fiat di Cassino. Ora il gruppo Cisco fattura più di 200 milioni l’anno ed oltre che la Fiat Tulli serve altre 1.200 aziende. I giornali non li vende più il patron Tulli e ne li trasporta in macchina o con il furgoncino ma attualmente è padrone di uno dei più grandi e moderni stabilimenti italiani di lavorazioni tipografiche che è al costante servizio dei maggiori gruppi editoriali italiani. Il gruppo Mondadori ed il gruppo Espresso-Repubblica si serve dalla famiglia Tulli. Non finisce qui dato che Piero Tulli è innamorato dell’odore della carta e per questo appena ha potuto ha acquistato le due principali aziende primarie romane nel campo della commercializzazione dei prodotti per cartolerie la Medusa e la Di Veroli. Insieme da sole queste due aziende fatturano circa 35 milioni all’anno. Infine il servizio dei trasporti nell’odierna e più comprensiva accezione di logistica si è ampliato alla sfera immobiliare che è diventato il ramo più significativo delle attività del suo gruppo. Numeri che fanno impallidire ma il gruppo Cisco non intende fermarsi dato che si stanno buttando le base per costruire addirittura il nuovo interporto di Roma. Stiamo parlando di una piattaforma logistica di circa 715 mila metri che comprende capannoni, piazzali, strade interne, parcheggi pubblici e privati. Poi nel 2012 quando dovrebbero finire tutti i lavori si ripartirà con altre grandi idee. Piero Tulli ha due figli giovani Alessandro e Siriana che con calma stanno iniziando a prendere confidenza con tutte le molteplici aziende del grupo Cisco. La famiglia Tulli ama il calcio e ama la Lazio al punto che prima dell’avvento di Lotito, Piero Tulli fu sul punto di comprare la squadra da Cragnotti ma successe che……il vento politico soffiava in un’altra direzione. All’epoca Storace era il governatore del Lazio, era l’uomo forte e Lotito amico personale di Storace era in affari con la regione attraverso le sue ditte di pulizia. Lotito, ovviamente godeva di grandi aperture di credito. Cercarono in più di una occasione di mettere insieme Tulli e Lotito ma senza successo. Sarebbe stato una sorta di compromesso storico calcistico dato che per l’amore della Lazio avrebbero potuto convivere imprenditori di destra e di sinistra. L’aria ora è cambiata con Marrazzo ma Lotito per niente al mondo venderebbe mai la sua Lazio a qualcuno. Impensabile anche il solo semplice affiancamento. Per la famiglia Tulli il treno chiamato Lazio è passato da tempo e non tornerà più.Alessandro e Piero Tulli decisero così di rilevare la Lodigiani che in breve diventò Cisco Roma. Il progetto calcistico prevedeva di portare in tre anni la compagine bianco-rossa in serie B per poi costruire anche un nuovo stadio che sarebbe dovuto sorgere nella zona dell’Anagnina. La Cisco Roma invece è ancora in C2. Sono stati sperperati milioni e milioni di euro ma fino ad oggi di promozioni neanche l’ombra. Sono arrivati e partiti una decina di allenatori e una miriade di calciatori ma non c’e’ stato verso di ottenere risultati anche cambiando il girone. Da circa un anno Alessandro Tulli sta lavorando nel Gruppo Cisco con altre mansioni e la squadra è passata nelle mani di Giuseppe Smeriglio un grande manager italiano che non è riuscito quest’anno fino ad oggi a portare la squadra capitolina in zona play off. Smeriglio è un uomo di fiducia di Piero Tulli che ha avuto in passato incarichi importanti anche in Trenitalia. Smeriglio però non mastica calcio ed ha affidato la squadra al duo Frasca-Tavano che sono i veri direttori sportivi e generali di questo club. Molto probabilmente qualche ammiccamento con la Salernitana c’e’ stato ma il gruppo Cisco con la loro immensa forza economica potrebbero comprare in qualunque momento non solo la Salernitana ma qualunque tipo di squadra. L’accostamento tra i Tulli e la Salernitana non è però al momento da buttare totalmente nelle ortiche.
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