Salernitana, se son rose…

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Se è vera gloria lo sapremo presto, se a Frosinone la “bella addormentata” s’è finalmente ridestata, dando dimostrazione di unità, piglio e compattezza, tirandosi fuori dalla “secca” delle ultimissime posizioni di classifica e, nondimeno, richiamando nella mischia proprio la compagine ciociara…beh, insomma, tutte queste risposte non tarderanno ad arrivare. Perché il campionato di B, come consueto, innesta marce altissime tra la conclusione dell’inverno e l’avvio della primavera, prevedendo da oggi alla Santa Pasqua un intenso ciclo da espletare.  Dal match interno col Modena del 14 febbraio a quello di Rimini di venerdì 10 aprile, in poco meno di sessanta giorni, ben undici turni di campionato, con impegno infrasettimanale sia a metà febbraio che a metà marzo, suddivisi in impegni casalinghi con Modena, Piacenza, Grosseto, Brescia e Treviso, ed impegni esterni in casa di Triestina, Pisa, Empoli, Ancona, Vicenza, Rimini. Un ciclo terribile, al quale la Salernitana vista a Frosinone si avvicina con il giusto entusiasmo e, soprattutto, con la consapevolezza che la vittoria in Ciociaria mantiene intatte le possibilità di proseguire serenamente la stagione. Avesse perso al “Matusa”, come sarebbe potuto accadere se Berni non avesse salvato la sua porta con una grande parata nel primo tempo, la Salernitana avrebbe guardato all’indietro in maniera preoccupata, complici le mini-serie positive di Ascoli, Cittadella e Treviso, che continuano a muovere la classifica. In primis, dunque, l’atteggiamento psicologico di rinnovata fiducia, in subordine, invece, considerazioni tattiche (non comunque secondarie) quali l’imprescindibile impiego dell’ariete ed amuleto (esterno) Fava, del greco Kyriazis quale partner di capitan Fusco, di Soligo quale stantuffo di centrocampo e, chissà, di Ciaramitaro quale regista della linea mediana. E poi, agli opposti, un portiere che infonde fiducia come Berni e un Re…senza trono come Di Napoli. Il pipelet, dopo la lunga inattività laziale, ha dimostrato di valere i galloni di titolare, ma dovrà, necessariamente, dimostrare di essere un uomo-spogliatoio se Castori volesse concedere ancora fiducia a Pinna. Il numero dieci, dopo le polemiche con Castori prima e Mutti poi, dopo il feeling incrinato con la tifoseria, dovrà saltare il secondo match consecutivo all’Arechi: dopo l’amara panchina contro il Cittadella, ora la squalifica per il rosso di Frosinone. In quello che era il suo teatro preferito dello scorso anno, Di Napoli guarderà esibirsi i suoi compagni, con la consapevolezza, forse, di non essere più indispensabile come in passato. Anche i ricchi…piangono!

 

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