Corioni, un appassionato di calcio col fiuto per gli affari

Gino Corioni
Gino Corioni

Il commendatore Gino Corioni è probabilmente uno dei personaggi bresciani più noti a livello nazionale. Il calcio è un veicolo formidabile di notorietà e forse è proprio per questo motivo che alcuni imprenditori rilevano le società e ne diventano presidenti.  Corioni da anni mantiene da solo in piedi le sorti del Brescia calcio ricevendo complimenti, sorrisi, consensi in maniera smodata…quando vince…. mentre, come è accaduto in passato, nei periodi bui per lui ci sono stati improperi, anatemi e maledizioni a iosa.

Corioni è un vero patron di lungo corso dato che regge squadre di calcio da circa 40 anni. La sua vita è davvero un’avventura e per quest’uomo il calcio è diventata una questione di vita che ha ormai attanagliato tutta la sua famiglia. A 19 anni si diploma e trova subito impiego nell’Idra una fabbrica nella quale il giovane Gino disegnava macchine per pressofusione e plastica,  guadagnando dalle 25 alle 50 mila lire del vecchio conio. Eravamo alla fine degli anni 50.

Successivamente dall’Idra passa alla Bimi, una fabbrica concorrente che gli aumento’ notevolmente lo stipendio, dopodiché  nel 1965 decise di mettersi in proprio realizzando il suo desiderio  di voler vendere e costruire presse mentre adesso è un vero e proprio leader per quanto riguarda gli articoli sanitari. La sua fabbrica si chiama Saniplast e nel settore è un vero e proprio piccolo colosso. Nel 1967 Corioni compra l’Ospitaletto squadra di un piccolo centro della bassa bresciana e malgrado questo imprenditore fosse innamorato del ciclismo riusci’ a portare quella squadra dalle leghe regionali fino alla serie C1.

Poi fu molto vicino a rilevare il Milan del presidente Farina ma solo per casualità sfortunate il buon Gino non ci riusci’. Operazione che portò in porto nel 1986  comprando il Bologna su consiglio di Boniperti, ma gli emiliani non vissero di certo un buon periodo sotto la sua gestione. Nel 1990 decise di rilevare il Brescia e da allora non ha più lasciato i bianco-azzurri. Uno dei suoi vizi privati è quello di fumare sigarettine fini pur sapendo che non sono innocue, ma in fin dei conti a questo piccolo veleno preferisce non rinunciare.

In passato il Brescia ha sempre dedicato spazio al proprio vivaio e lo fa tutt’ora. I lombardi hanno le loro casse stracolme di denari dato che gli 007 delle rondinelle girano di continuo il mondo alla ricerca di giovani ragazzi da far maturare in prima squadra prima di rivenderli. Alcuni nomi? Santacroce, Savio Nsereko, Hamsik, Salomon ed altri ancora stanno venendo fuori in questa stagione calcistica.

Nel 1990 Corioni pago’, per avere il suo Brescia, circa 50 miliardi in totale, soldi ben  investiti se consideriamo il grosso ritorno in termini economici. Va ricordato che prima di cambiare pagina e politica il Brescia di Corioni si è anche tolto il lusso di potersi godere un tale codino dorato che porta il nome di…Roberto Baggio!

 

Comments are closed.