Salernitana, epurazione o lapidazione?

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Dalla trasferta di Parma la Salernitana torna con un punto prezioso in carniere (ma attenzione, guai a pensare che non aver perso in Emilia renda tutto più facile, occorrono almeno altri 10 punti per evitare i play-out), mentre l’ambiente cittadino, a nostro avviso in maniera profondamente errata, si interroga su chi fossero i presunti “contestatori interni” alla squadra, i vicini a Fabiani e non a Lombardi, quelli che, riduttivamente, erano stati bollati come “coloro che non passavano la palla a Merino”.

Ebbene, la visione ci sembra alquanto riduttiva e sbagliata: il “Maradona delle Ande”, ad esempio, a Parma ha giocato sottotono, visibilmente avulso dalla manovra, imbrigliato da avversari, consentitecelo, un attimino più brevilinei e tecnicamente dotati rispetto ai “marcantoni” contro i quali aveva avuto buon gioco nel match con l’Albinoleffe.

Merino, a nostro avviso, deve ancora misurare le sue indubbie capacità individuali al cospetto degli avversari cadetti, ma ciò che più preme, in questa settimana che segna l’avvicinamento al match con il Livorno (sarà “giornata granata” in tutti i sensi, dai colori delle due squadre ai tifosi chiamati a contribuire al botteghino) è marcare la presa di distanza dell’ambiente da Arturo Di Napoli.

Se, infatti, si ragionava prima della gara di Parma su un gruppetto di “castoriani” o “dissidenti”, individuati in Pestrin, Ciaramitaro, Coppola e Di Napoli (perché non anche Fava, ci chiediamo?), ecco, magicamente, che dopo Parma le “pecore nere” sembrano rimaste solo Coppola (ormai è rottura tra lui e Brini, ma per motivi piuttosto tecnici, che personali) e Di Napoli.

Proprio lui, il “re” della stagione 2007-08, l’artefice del ritorno in cadetteria, accusato ora di non passare la palla a Merino per presunta gelosia?

La cosa fa sorridere, ma di un riso amaro, non grottesco. Di Napoli avrà anche vistose lacune di condizione, sentirà anche il peso delle 35 primavere appena tagliate, ma, con il dovuto rispetto per tutti, resta la freccia più acuminata all’arco di Brini, che, dal canto suo, sta gestendo la difficile situazione psicologica del “puntero”, separato in casa con una tifoseria che l’anno scorso lo idolatrava.

Per raggiungere la salvezza, evitando la pericolosa coda dei play-out la Salernitana non potrà fare a meno del proprio giocatore più esperto e rappresentativo. Ben venga la freschezza di Merino, la potenza di Fava, la generosità di tutti coloro che stanno lottando per raggiungere l’obiettivo. Ma, nel contempo, che non si stili una “lista nera” quantomai inopportuna e, per giunta, con presente un solo nominativo.

Quella che doveva essere un’epurazione…sembra essere diventata una lapidazione. La lapidazione di un solo atleta, esposto al pubblico ludibrio come l’ultimo dei mercenari, accusato di sbagliare di proposito reti facili innanzi al portiere.

Se un po’ di senno è rimasto, beh ora sembra il momento di tirarlo fuori…

 

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