Sulla strada della salvezza solo il Mantova di mister Somma

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Con ancora negli occhi lo spettacolo dell’Arechi, dove è avvenuta la vera rivalutazione dello sport più bello del mondo, dove la vera essenza del calcio è venuta fuori prepotentemente, dove aggregazione ed amicizia hanno avuto una consacrazione che, purtroppo, sui campi di calcio è diventata un’autentica utopia.

Eppure c’è stato chi ha insinuato chissà quali grandi manovre per aggiustare il risultato, come se una partita di fine campionato non potesse essere simile ad un’altra, con una squadra più motivata che ha voluto fortemente la vittoria, niente di tutto ciò, ma solo la politica del sospetto, le arcane manovre di qualche scaltro personaggio, insomma hanno tentato in tutti i modi di rovinare una grande festa dello sport.

Quello che conta, però, è che la Salernitana necessita di un solo punto per poter rimanere nel calcio che conta, tutto il resto è noia e mai come in questa circostanza il “califfo” Califano ha suggerito ai granata come comportarsi attraverso la sua nota canzone. Il lasciapassare deve avvenire sabato in quel di Mantova contro la compagine dell’ex Mario Somma, dove bisognerà sfoderare una partita magistrale sotto tutti i punti di vista, in primis non pensare di conquistare il punto-salvezza, magari non giocando ed aspettando che la stessa cosa faccia l’avversario, significherebbe rischiare di andare incontro a qualche imprevedibile sorpresa in negativo.

Al “Danilo Martelli” di Mantova, pertanto, Fusco e compagni dovranno lottare per portar via l’intera posta, se proprio l’impresa dovesse risultare troppo ardua e rischiosa, allora ben venga questo punto che salverebbe una stagione, che dal presidente Lombardi all’ultimo dei tifosi sarà ben presto cancellata dai ricordi, ma presa in considerazione solo ed esclusivamente per evitare errori futuri.

La vittoria contro il Bari è servita a dare alla squadra non solo i tre punti, che in pratica hanno consentito di portarsi ad un passo dalla salvezza, ma soprattutto ha evidenziato il grande lavoro del tecnico di Porto Sant’Elpidio, giunto a Salerno in un momento tragico, che ha avuto il coraggio di affrontare una sfida che nessuno avrebbe mai accettato, ed ora mancano solo 90 minuti per ottenere la sua magistrale e personale vittoria.

Grande merito anche a quei calciatori, ritenuti, troppo frettolosamente ed in modo arbitrario, delle seconde scelte o per meglio dire degli inutili rincalzi, ed i vari Ganci, Merino, Tricarico, Russo, Fatic e Cardinale hanno dimostrato,invece, la pochezza deontologica e professionale dell’ex conduzione tecnica, ma per fortuna questo fa parte del passato e sarebbe fuori luogo riaprire una ferita da poco chiusa.

Novanta minuti e poi la storia della Salernitana si arricchirà di una nuova pagina, dove Brini ed i suoi ragazzi avranno un importante spaccato, ma quello che rimarrà indelebile sarà la Salernitana, il suo meraviglioso pubblico ed il principe degli stadi, che ora aspetta ben altro spettacolo:noblesse oblige!!!

 

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