Lombardi, un presidente da serie A…ma il resto?
In un contesto del genere, dove il calcio sembra praticabile esclusivamente all’estero e sia il primo club inglese, sia il club del primo imprenditore italiano (sigh!) sono costretti a vendere il proprio giocatore più rappresentativo per ripianare le perdite…beh fa specie apprendere che la (povera) Salernitana di Lombardi sia chiama a scucire tout-court 370 mila euro per (ri)acquisire lo storico simbolo del cavalluccio, costipato in un’aula di tribunale dall’onta del fallimento Alibertiano.
Or bene, il cavalluccio, e poi? Forse una città così amante della propria squadra di calcio, una tifoseria così appassionata e focosa, dovrebbe imparare ad essere più lungimirante, perché il cavalluccio alla Salernitana Calcio (o Sport, a questo punto in dirittura di ripristino), potrebbe avere, in questo momento storico, l’amaro sapore del doppio fallimento, il secondo in pochi anni.
Si, perché il grido d’allarme lanciato da Lombardi, l’appello alla città, il giustificarsi al cospetto della tifoseria per un campionato che si annuncia di drastici ridimensionamenti, l’aut-aut alle Istituzioni (sbagliato nella forma ma non nella sostanza), altro non fanno che rispecchiare quello che è l’andamento del calcio nazionale, dove il Milan vende Kakà per evidenti necessità di bilancio, Moratti a ruota pensa seriamente di lasciar partire Ibra, la Juve recupera alla causa Cannavaro perché un giocatore, a parametro zero, seppure a 36 anni è un ottimo toccasana per le casse.
Or bene, nessuno di questi “paperoni” italiani, oltre che nemmeno il “Sir” Alex Ferguson, si sogna di dover fornire giustificazioni agli occhi della piazza: senza contare che, nel panorama della serie B, C1 e C2, ci sono (tanti) presidenti che vanno via dalla porta di servizio, che dichiarano fallimento senza colpo ferire, che invocano lo stesso aiuto delle Istituzioni locali, senza il quale, d’impeto, consegnano il titolo sportivo al Sindaco della città.
Or bene, Lombardi ha inteso spiegare tutto ciò alla piazza (prima ancora che alla stampa: in questo, sbagliando dopo averla “convocata”), e basterebbe tal gesto per consegnarlo agli onori della cronaca come uno tra i primi tre presidenti del novantennio di storia granata: un podio guadagnatosi per investimenti effettuati, raggiungimento (anche se faticoso) degli obiettivi sportivi, dimostrazione di attaccamento al territorio e di considerazione verso una tifoseria che, al sentir parlare di forte ridimensionamento, chiede ancora soldi per il cavalluccio…come quel cliente che a serranda semi chiusa entra in un bar pretendendo di fare colazione!
Insomma, in due parole, un Presidente così, con la P maiuscola, forse Salerno non se lo merita, perché è spesso brava a ricordare i fasti Alibertiani, dimenticando, però, che tali furono resi possibili dalla scientifica e sistematica evasione del fisco, dimostratosi nell’estate 2005, dopo dieci anni evasivi, paziente esattore del fio granata, al di là di complotti facili da ipotizzare e utili solo ad alleggerire le colpe societarie dell’epoca.
Un Lombardi così, giovane, preparato, appassionato, inesperto ma pronto a rimediare seppure per il rotto della cuffia, prodigo fino all’eccesso di promettere il cavalluccio proprio nell’occasione in cui invocava sostegni economici…beh forse Salerno non se lo merita.
Inneggiante al cavalluccio, sorda rispetto alle richieste di sostegno di Lombardi (e Murolo)…una città che parla di tutto e non tace quando dovrebbe.
Avanti al cavalluccio e che Lombardi si arrangi…al tavolo degli stolti c’è sempre posto!





