Salernitana: “Dare un calcio alla sfortuna e tirare avanti”

sdc10134Terminato il ritiro, ora si passa alla seconda fase di preparazione, quella determinante per affrontare le prime gare ufficiali. La Tim Cup non è che interessi più di tanto, anzi dopo l’esperienza dello scorso anno, andare avanti nei turni successivi potrebbe comportare un notevole impegno in termine fisico atletico, che finirebbe poi per condizionare inevitabilmente e negativamente la graduatoria della squadra granata nel torneo di serie B.

E’ sì suggestiva l’ipotesi di affrontare i cugini partenopei nei turni successivi, ma in caso di tonfo nella gara del San Paolo, si sommerebbe oltre al danno anche la beffa. Quindi consigliamo a Brini di affrontare le gare di Coppa Italia, con il preciso scopo di provare uomini e schemi, per poter valutare il loro comportamento nelle gare che contano.

Con tutto il rispetto, una cosa è giocare un’amichevole col modesto Campobasso e un’altra una partita ufficiale, magari contro il Benevento. Traumatico, nel vero senso della parola, è stato il ritiro di Nocera Umbra. Troppi acciaccati rispetto alla norma. Nella fase precampionato va messo in preventivo qualche infortunio muscolare, ma quello che è successo nel ritiro granata va di sicuro oltre il consentito.

Si sa che la fortuna è cieca, ma la “sfiga” ci vede benissimo. Perdere, manco a farlo apposta, dopo un paio di giorni un calciatore del calibro di Cozza, già è di per sè una iattura, con il serio infortunio di Merino, tra l’altro testimonial della nuova campagna abbonamenti, si è raggiunto proprio il massimo. Senza considerare gli stop forzati di Pippa, Peccarisi e Russo.

Mai piangersi addosso, per carità, se vogliamo c’è anche un aspetto positivo nella vicenda: lo scorso anno all’inizio tutto filava liscio, anche troppo, poi nel prosieguo la sfortuna perseguitò i granata quasi fino al termine del campionato. Questa volta speriamo accada il contrario. Infortuni a parte, la squadra affidata alle cure di mister Brini, un uomo che della praticità fa il suo credo calcistico, sembra stia rispondendo bene alle aspettative.

Andiamo con ordine. Il ruolo di portiere sembra in buone mani: Polito, oltre ad essere affidabile, può contare su un entusiasmo, dovuto al suo ritorno a Salerno, che può essere determinante ai fini delle prestazioni. Le fasce difensive, affidate a Kyriazis, Galasso, Brunetti e Russo, destano qualche perplessità, ma il Ds Acri lo sa e sta cercando di apportarvi i necessari rimedi. Al centro della difesa Stendardo (Kyriazis) e Fusco sono da considerare intoccabili, anche se un buon rincalzo non guasterebbe in un campionato lungo e difficile come quello cadetto.

Il centrocampo sembra il reparto più a posto. Soligo, Tricarico, Soddimo, Pepe, Statella, Carcuro, Pestrin e gli stessi Cozza e Merino danno ampie garanzie. In attacco manca qualcosa: c’è Caputo, che lì davanti sarà, secondo noi, una delle punte di spicco dell’intera cadetteria. Però, dietro di lui il vuoto. Di Napoli, che ormai può considerarsi un ex, non c’è più con la testa.

Un vero peccato, perchè il Re Artù che conosciamo, avrebbe potuto essere l’ “Altafini” della situazione, un calciatore da utilizzare nei momenti particolarmente difficili della partita. E poi c’è Ferraro, un bomber dalle poveri bagnate, irriconoscibile da un pò di tempo a questa parte, che evidenzia più nervosismo che voglia di ripresa.

In conclusione gli interventi sul mercato del ds Acri dovrebbero essere apportati per colmare le lacune nel reparto difensivo a sinistra e in avanti, con una spalla a Caputo, pronta a prendere il suo posto in caso di bisogno o, addirittura, di affiancarlo in un alcune partite, dove sarà necessario apporre delle varianti tattiche al modulo dell’allenatore. Due-tre ritocchi e poi con i rientri di Cozza e Merino si può anche sognare. In fondo non costa nulla…

One Response to “Salernitana: “Dare un calcio alla sfortuna e tirare avanti””

  1. Con due o tre ritocchi e col rientro di Merino se a gennaio siamo nella zona medio-alta della classica faremo almeno i play-off.