Al “Nereo Rocco” di Trieste la riscossa granata?
Nel ritiro dorato romano, mister Brini continua a torchiare la sua truppa in vista della difficile trasferta di Trieste, con la speranza che da questa partita possa iniziare la riscossa della Salernitana con relativa e repentina risalita in classifica.
Compito non facile quello del tecnico di Porto Sant’Elpidio, vuoi per l’attuale momento delicato della sua squadra, vuoi per il valore della compagine di mister Gotti, che soprattutto a cospetto del pubblico amico diventa ancora più pericolosa ed intraprendente, insomma 90 minuti da affrontare con il massimo impegno e concentrazione da parte di Fusco e compagni.
Il trainer granata, che da ieri ha a disposizione anche l’ultimo arrivato Dino Fava, sta preparando la partita di sabato con raddoppiata attenzione e con un certo timore, in ballo,infatti, non solo la classifica e la sua panchina, ma il prosieguo di un campionato incominciato decisamente male.
Non è da escludere, pertanto, che al “Nero Rocco” si possano avere delle novità, non tanto negli uomini ma nello schema, che non potrebbe essere il preferito 4 2 3 1, bensì un modulo più protettivo per la difesa, che in tre partite ha incassato ben sei reti, e più propositivo sotto l’aspetto del gioco, apparso, per la verità, un vero e proprio optional per la squadra granata.
Un altro reparto che non riesce proprio ad ingranare è l’attacco, laddove il solo Caputo ha capitalizzato al massimo l’unica occasione da goal capitata in questi primi 180 minuti, Ferraro, che ha buttato alle ortiche anche l’ennesima chance offertagli domenica dal tecnico, appare l’ombra di se stesso, incapace anche dialogare o farsi vedere dai compagni, insomma un calciatore che va recuperato in toto, magari approfittando anche dell’arrivo di Fava, che sicuramente dovrebbe dare più nerbo al reparto e consentire all’allenatore di avere a sua disposizione una punta che possa impensierire le difese avversarie.
Dulcis in fundo il centrocampo, croce e delizia di mister Brini, che solo domenica scorsa ha avuto la possibilità di poter schierare Cozza, unitamente al neo acquisto Montervino (foto), in verità qualcosina in più è stata fatta, ma a livello larvale, da questi due giocatori è d’obbligo chiedere di più in qualità e quantità, ovviamente il tutto non può avvenire ipso facto in corrente, però senza ulteriori perdite di tempo.
La tifoseria, intanto, è in fermento, dopo il chiarimento del post partita contro il Modena, lo zero in classifica non va per niente giù ai supporters granata, che oltre a chiedere un raddoppiato impegno, hanno sollecitato Fusco e compagni ad uscire subito da questa situazione mortificante di risultati e di graduatoria, che disonora il blasone granata ed infanga la dignità calcistica di una intera città e provincia. Come dire “la sopportazione è finita, da oggi chi sbaglia paga”, “a buon intenditor…”














Situazione mortificante di risultati e di graduatoria, che disonora il blasone granata ed infanga la dignità calcistica di una intera città e provincia???
Ma di cosa stiamo parlando???
Ho capito che il calcio è un fenomeno anche socio-economico, ma è innanzitutto uno sport.
Nello sport non c’è mai disonore se non si bara (magari drogando i bilanci per spendere oltre le regole).
Si può perdere anche tutte le partite senza infangare alcunchè.
Che vuol dire poi dignità calcistica?
Di quale blasone parliamo?
Siamo stati solo due volte in A, retrocedendo subito (e l’ultima volta anche con una serie di episodi poco edificanti a contorno: dall’invasione della sala stampa dello Stadio Arechi, al petardo che causò l’esclusione della Fiornetina dall’UEFA, fino al tragico epilogo Post-Piacenza).
Abbiamo fatto qualche campionato di B (in massima parte senza infamia e senza lode) e tanta tanta serie C.
Senza considerare che siamo passati attraverso un paio di fallimenti ed episodi spiacevoli a iosa.
Peraltro, anche come fenomeno sociale, Salerno primeggia solo per il tifo (passionale, numeroso, mediamente competente e molto presuntuoso), ma come città e come provincia è molto indietro in tutte le classifiche socio-economiche, per cui è già un miracolo che esprima una dignitosa (a mio parere) squadra di serie C.
Torniamo con i piedi per terra e pensiamo a fare la nostra parte di tifosi/spettatori: fischiare o applaudire a seconda dell’esito di un - più o meno piacevole - spettacolo sportivo.