Colantuono: “Brini merita la fiducia della società”
Mister Colantuono, venerdì affronterà una Salernitana determinata a raccogliere i primi punti della sua classifica: “La Salernitana, nelle prime quattro partite non sempre ha demeritato. Con la Triestina, in particolare, sono stati gli episodi a condannarla. Ci aspettiamo di trovare una squadra combattiva“.
Brini è già in discussione, molti a Salerno vogliono il suo esonero, anche se sono passate solo quattro gare dall’inizio del torneo: “Purtroppo qui in Italia c’è la cattiva abitudine, quando le cose non vanno bene, di mettere sul banco degli accusati l’allenatore, che spesso paga con l’esonero per colpe non solo sue.
Per quanto riguarda Brini, è un bravo allenatore e l’anno scorso ha fatto molto bene a Salerno. Quest’anno le cose non stanno andando per il verso giusto solo perché ci sono state una serie di circostanze, come infortuni e, ripeto, episodi sfavorevoli”. Lei ha una corazzata, eppure ha perso a Brescia: “La serie cadetta è anche questa. Ci vuole una giusta mentalità per affrontarla, oltre che giocatori buoni”.
A proposito di giocatori buoni, viste le difficoltà economiche in cui versano le squadre di B, solo le compagini retrocesse possono allestire squadroni, grazie al cosiddetto “paracadute”? “Certo, non c’è alcun dubbio. Le squadre che possono usufruire del paracadute, hanno più possibilità economiche di costruire una formazione con giocatori di valore, ma non è detto poi che queste squadre siano certamente le promosse a fine anno. Non capita sempre così”.
Come mai ha scelto di allenare in B? “Ad una proposta di una squadra col blasone del Torino non si può dire di no. Avrei allenato il Toro anche in Serie C”.
Bè, Colantuono pare un tantinello interessato ad affrontare la Salernitana delle prime 4 giornate.
Comunque, bisogna riconoscere - a mente fredda - che dice il vero.
In effetti la colpa di Brini non è tanto quella di non aver dato un nome o un progetto di gioco alla squadra (almeno secondo me), quanto piuttosto quelle di una preparazione fisica non all’altezza (almeno finora) e di intestardirsi con un modulo quantomeno presuntuoso in assenza di uomini adatti (vedi Merino) e in forma.