Il personaggio Marco Cari: “Studio gli avversari e analizzo i dati al computer”
Per conoscere meglio Marco Cari, il neo allenatore della Salernitana, abbiamo rovistato nel suo passato calcistico ed in particolare nella sua esperienza dello scorso anno ad Arezzo, trovando un’interessante intervista concessa ad Andrea Lorentini della rivista sportiva aretina “Magazine Amaranto”. Ne riportiamo parte dei contenuti, compreso il commento del redattore, per cercare di capire meglio il personaggio, anche se per molti versi alcune suoi dichiarazioni rilasciate nel periodo di conduzione tecnica dell’Arezzo possono rispecchiarsi tranquillamente nella nostra realtà.
Iniziamo dal suo pensiero di mentalità vincente, che a suo modo di vedere si ottiene: “Mantenendo il gruppo unito, senza eccessi, remando tutti dalla stessa parte. Dal presidente all’ultimo dei tifosi“. Né spaccone, né presuntuoso, mai una polemica o una parola sopra le righe. Difficilmente lo vedrete perdere la pazienza, un secondo padre per i suoi giocatori. Marco Cari è un romano sui generis. Nato a Ciampino 53 anni fa, adesso vive a Frosinone con la moglie e le tre figlie.
Ha cominciato a fare l’allenatore dopo un’onesta carriera da portiere. In campo le sue parole d’ordine sono coraggio e determinazione. Qualità che è riuscito a infondere anche al suo Arezzo che segna come nessuno in Italia e fuori casa vince più di tutti. Accontentarsi non fa parte del suo modo di pensare quando siede in panchina.
Alla richiesta di una particolare preferenza nel modulo di gioco adottato con l’Arezzo risponde: “Più che il sistema di gioco abbiamo ritrovato quella determinazione persa un po’ per strada. A fare la differenza è stata la voglia dei ragazzi di dimostrare che potevano competere fino alla fine“. Si sente sotto pressione? “No. In carriera, e non lo dico per presunzione, non mi sono fatto mai condizionare da fattori esterni“.
Oltre alla serenità ha dato ai suoi giocatori una mentalità ben precisa. Quella che in campo non ci si deve accontentare: “Coraggio e determinazione sono le due parole chiave del mio modo di pensare il calcio. Grazie a questa filosofia ci ritroviamo con un attacco che segna così tanto e fuori casa abbiamo vinto più di tutti. Se hai una squadra competitiva, limitare i danni non serve a niente“.
Cosa prova quando la curva intona il suo nome? “Una sensazione stupenda. E’ la prima volta che sento così forte l’affetto dei tifosi. Colgo l’occasione per ringraziarli pubblicamente. Sono ragazzi eccezionali che ci seguono in giro per l’Italia e si fanno migliaia di chilometri per sostenerci”.
Chi è Marco Cari fuori dal campo? “Una persona tranquilla che conduce una vita normale. Una volta smessa la tuta dedico molto tempo a studiare gli avversari e analizzare dati al computer“. Nei momenti liberi? “Non avendo dietro la famiglia leggo libri, guardo la tv, qualche cena con gli amici“. Ci presenta la sua famiglia? “Sono sposato con Raffaella e abbiamo tre figlie: Silvia di 22 anni, Giorgia di 18 e Greta di 10. La domenica sera e il lunedì stacco il cellulare e mi dedico completamente a loro“.
Beato tra le donne… “E’ per questo che quando sono ad Arezzo sto tranquillo… Scherzi a parte ogni volta che torno a Frosinone è una gioia. Ho una moglie eccezionale che in casa fa l’uomo e la donna allo stesso tempo. Pensa a tutto lei dal momento che io sono fuori“. Hobby? “Fino a qualche anno fa giocavo a tennis. L’altra passione è lo sci. Quando posso mi concedo volentieri una settimana bianca“.
Il suo rapporto con la fede: “Sta diventando importante. Ne parlavo qualche giorno fa con don Alvaro, il parroco del Duomo di Arezzo. Prima ero un credente come tanti, adesso quando il sabato sera viene a dire messa in ritiro lo ascolto e rifletto. E’ un rapporto che sta crescendo“.
Dopo aver conosciuto parte dei suoi pensieri, ci sembra di conoscerlo già meglio. Siamo certi ci perdonerà di non aver fatto salti di gioia quando abbiamo saputo che era lui il sostituto di Brini e siamo anche convinti che Salerno imparerà ad amarlo un po’ di più soprattutto dopo le dichiarazioni rilasciate ieri: “Il contatto è avvenuto in giornata: ci siamo incontrati e, sulla base di una disponibilità da entrambe le parti, ci siamo subito piaciuti. Provo grande felicità nell’aver accettato la proposta di una società che mi fa trovare la Serie B in una delle piazze migliori: bella tosta, importante, entusiasmante. Salerno è la città giusta per me, ringrazio il presidente Lombardi per avermi concesso questa possibilità“.
Della Salernitana dice: “Ho visto tutte le gare. Di certo porterò nello spogliatoio carica, grinta ed entusiasmo. Servono per raddrizzare la classifica. L’occasione offerta dal calendario, due gare in quattro giorni, è propizia“. Sul modulo: “Il paletto è la difesa a quattro. Per il resto vedremo“. Benvenuto, Mister e tanti… “Cari” in bocca al lupo!
LA CARRIERA Cat. Pos.
2000-01 Ferentino D 7
2001-02 Ferentino D 12
2002-03 Giugliano C2 9
2003-04 Giugliano C2 5
2004-05 Fermana C1 14
2005-06 Teramo C1 5
2006-07 Perugia C1 6
2007-08 Taranto C1 3
2008-09 Arezzo C1 4














Di Marco Cari, questo “illustre sconosciuto”, Salerno ne parlerà a lungo. In un modo o nell’altro, sarà l’uomo che traghetterà la Salernitana. Il mio sesto senso non mi ha mai tradito. Capiremo, grazie a lui, finalmente, chi ama la Salernitana e chi no! L’operato prossimo di Cari costituirà lo spartiaqcue tra i buoni intenzionati ed i furbastri che ruotano attorno alla Società. Per il momento invito la tifoseria tutta a fare quadrato intorno al nuovo arrivato, alla squadra, alla Società ed il Presidente Lombardi. Ce la faremo, vedrete, e molti si stupiranno persino! Questo coniglio bianco, estratto all’ultimo momento dal cilindro, ruggirà e ridarà orgoglio ai salernitani (lo meritano!) Ad maiora!
Ufficiale e gentiluomo dal Friuli