La moviola di Triestina-Salernitana

0-163E’ Antonio Danilo Giannoccaro, coadiuvato dagli assistenti Filippo Meli di Parma e Daniele Iori di Reggio Emilio, a dirigere Triestina-Salernitana al Nereo Rocco. Il 38enne fischietto della sezione di Lecce, al suo settimo anno alla Can A-B, non raggiunge la sufficienza perché la sua prestazione risulterà determinante ai fini del risultato. Dieci ammoniti, tra l’altro, sono tanti in una partita normale sotto il profilo agonistico.

Nel primo tempo al 17° il rigore per la Salernitana: su uno spiovente di Machado in area ospite, ci sono Crovetto e Caputo, che si avventano sul pallone, probabilmente non alla loro portata. Ingenuo quanto netto, pertanto, il fallo del difensore alabardato, che trattiene l’avversario mandandolo a terra. L’arbitro non ha dubbi e indica il dischetto.

Al 35° è Soligo a reclamare timidamente un altro penalty. In contrasto con Testini va giù, ma non c’è assolutamente contatto sospetto e l’arbitro giustamente lascia correre. Nella ripresa al 2°, subito il rigore per la Triestina: Godeas e Kyriazis si affrontano appena dentro l’area ospite. L’attaccante, per divincolarsi, trattiene vistosamente l’avversario per la maglia, cercando il contatto con lui lasciando indietro il suo piede. Inevitabile il tocco con il difensore granata. Giannoccaro abbocca e concede il tiro dal dischetto ai padroni di casa, invece del calcio di punizione contro.

Al 14°, ancora un contrasto tra i due, quasi in fotocopia al precedente, con Godeas che cerca ancora il piede dell’avversario. Il direttore di gara, però, non se la sente di concedere il bis. Al 18°, Polito in uscita alta si porta, sullo slancio, il pallone appena fuori dalla propria area. Nonostante le proteste del portiere, l’arbitro questa volta vede bene e concede la punizione dal limite, ammonendo soltanto il calciatore perché si è trattata di un’infrazione non ravvisabile con la chiara occasione da gol.

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