Per risalire la china non basta la politica dei piccoli passi

0-106La Salernitana di mister Cari non perde e non prende gol da 180 minuti, ma non riesce neanche a vincere, una politica dei piccoli passi che poteva andare bene a campionato quasi ultimato e con tanto di calcolo matematico ai fini della classifica. La realtà, invece, racconta di una squadra ultima in graduatoria con solo due punti in classifica, con ben 11 reti subite ed appena tra goals segnati e nel pieno di una durissima contestazione da parte degli ultras, che contro l’Ascoli hanno attuato lo sciopero del tifo, che a dire il vero non stato condiviso dalla maggior parte dei tifosi granata.

La squadra va sempre e comunque sostenuta, che poi gli ultras vogliano contestare la società sono liberissimi di farlo, ma rimanere il silenzio e permettere ad un arbitro inetto, incapace ed irritante come Pierpaoli di fare il bello e cattivo tempo senza subire la ben più piccola contestazione, per dirla in breve, prima gli arbitri al Vestuti e poi all’Arechi hanno sempre avuto un timore reverenziale, per dirla tutta tremavano già al momento della designazione, ora vengono a fare i protagonisti e sempre a sfavore della Salernitana.

Di norma il panni sporchi vengono lavati in famiglia, ragion per cui avere qualcosa da ridire dei confronti della società è un pieno diritto dei tifosi, far notare al massimo dirigente che qualcosa non va, e del resto la classifica parla chiaro, è sintomo di grande attaccamento nei confronti della squadra, diciamo che il metodo del silenzio durante le partite non ci sembra la soluzione migliore, ovviamente rispettandola, ci mancherebbe altro siamo in piena democrazia, ma questo atteggiamento può essere utile per la Salernitana oppure aggrava ancora di più la situazione?

Se lombardi si fa da parte, c’è qualcuno pronto a subentrargli? Diciamo che tifosi, addetti ai lavori e società vogliono tutti la stessa cosa, vale  a dire che la squadra ritorni ad essere altamente competitiva e che ritorni ad occupare una posizione di classifica consona al proprio blasone, pertanto sarebbe auspicabile una tregua razionale e necessaria, unire tutte queste componenti per superare l’attuale e difficile momento, ma nel contempo sollecitare il patron a dare ancora di più e fare in modo di essere il presidente di una squadra e di un  pubblico di categoria superiore.

Intanto il pari contro l’Ascoli, oltre a non portare i tre punti, ha lasciato anche un brutto marchio, infatti l’infortunio di Montervino è risultato molto serio e costringerà l’ex capitano del Napoli ad un lungo stop, proprio nel momento in cui sembrava che stesse ritornando ad essere il guerriero di sempre, insomma l’ennesima tegola per la già decimata Salernitana.

Mister Cari, infine, sembra aver superato l’esame di scetticismo che lo ha accompagnato sin dal primo momento del suo arrivo sulla panchina granata, il tecnico di Ciampino non ha fatto grandi cose, veramente non ha avuto neanche il tempo, ma il suo entusiasmo e la correzione di qualche evidente sbavatura tecnico - tattica fanno ben sperare per il prosieguo del campionato, forse potrebbe essere lui la vera carta vincente della squadra granata, nel calcio, per fortuna, tutto può avvenire magicamente. Prosit!!!

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