Il presidente Lombardi intenzionato a non mollare ed adotta il pugno di ferro
Tutti in ritiro a Peschiera del Garda, compresi infortunati e squalificati, peccato che a pagare sia ancora il patron Lombardi, sarebbe stato più giusto che pagassero gli stessi calciatori, considerato che è solo colpa loro se la Salernitana sia la Cenerentola del campionato.
Si è detto tutto, si è scritto tanto, il nostro direttore, tra l’altro con un suo editoriale ha fotografato alla perfezione l’attuale momento della compagine granata, cosa aggiungere di più, se non tentare di retrocedere con dignità e solo quando il verdetto sarà definitivo, ovvero quando sarà sancito dalla matematica, chi non se la sente può anche vigliaccamente abbandonare la nave.
Dopo la debacle contro il Gallipoli si sono svegliati i “Masaniello”del momento, quelli, cioè, che sono abituati a creare sono disordini ed amano sparare nel mucchio, senza i doverosi distinguo, così come deontologicamente dovrebbe avvenire, ad ognuno le proprie colpe e responsabilità, senza minimamente intaccare la dignità personale.
Contro la squadra di Giannini, infatti, si sono visti dei calciatori scarsi, di categoria inferiore, ma soprattutto degli pseudo - professionisti che non hanno dimostrato alcun attaccamento alla casacca sociale e che non meritano una piazza come Salerno, anzi il patron Lombardi, in prima battuta e Grassadonia in seconda, farebbero bene ad attuare un repulisti generale, a costo di far giocare i virgulti della Primavera.
Non è la sconfitta contro il Gallipoli che ha determinato questo status quo, ma proprio questa partita ha inferto un colpo, ci auguriamo non mortale, alle già residue speranze di salvezza della squadra, che ha permesso ai calciatori pugliesi addirittura di “divertirsi”.
Molto probabilmente Grassadonia avrà sbagliato pure lui qualche cosa, magari qualche cambio, ma il trainer granata è stato tradito proprio da chi è andato in campo, che si è rivelato una vera meteora, un ectoplasma, eppure gli era stato allungato il contratto perché ritenuto tra i più forti centrocampisti della cadetteria.
Che dire poi dei vari Statella, Soddimo, Machado, Ferraro, se in tribuna ci fosse stato un osservatore li avrebbe segnalati a qualche squadra di Promozione, massimo Eccellenza, eppure si era parlato in termini lusinghieri di questi giovani calciatori, il cui cartellino è di proprietà di clubs di massima serie, una delusione assoluta.
Continuare a scrivere un articolo sulla Salernitana diventa sempre più difficile, a questo punto il povero cronista che può aggiungere? Che deve inventarsi per commentare un disastro che è sotto gli occhi di tutti? Deve pesare le parole, deve fare in modo da non fomentare ancora di più malumori e rancori, che attualmente attanagliano tutto l’ambiente granata, deve, insomma, fare da pompiere a tutte quelle critiche che sarebbero distruttive e deleterie.
Per il momento il ritiro deve servire per riordinare le idee, dare la possibilità a Grassadonia di guardare tutti i suoi calciatori negli occhi e sbattere fuori squadra, senza alcun tentennamento, tutti coloro che ritengono di poter continuare a fare le comparse, insomma il trainer granata deve cercare di riprendere il cammino dignitosamente, magari anche retrocedendo, ma il tutto con l’onore delle armi.
Tutto il resto è retorica, le colpe, le responsabilità, del resto quando le cose vanno male tutti si ergono a profeti, con il tanto odiato “l’avevo detto”, dimenticando che non più tardi di qualche anno fa portavano in trionfo quella persona che ora ritengono la causa di tutti i mali della Salernitana. Ponderatezza, signori, non è giusto piangere il morto prima della reale dipartita, del resto la Salernitana, per rimanere in tema, è in sala di rianimazione e non all’obitorio!!!





