Un 2009 più agro che dolce, aspettando un 2010 di livello…mondiale
La foto fiera di Soligo, l’esultanza di Merino, lo “sciagurato” Castori, la “sfinge” di Mutti, il “baffo” di Brini, la “linea” di Cari, la “tenerezza” di Grassadonia, le mani in viso di Lombardi e il barcamenarsi di Salerno e Lo Schiavo…tutto in un anno che sembrano due, tre, tante cose son successe e tanti eventi si sono accavallati.
Un 2009 che ha confermato la tendenza masochista della Salernitana: farsi male, sempre più male, salvarsi all’ultimo tuffo e non saper programmare un campionato tranquillo, sperperare la passione di una città e provincia che oggi, come mai, tende alla disaffezione nei confronti della propria squadra del cuore.
Mutti aveva cominciato per poco, Castori aveva proseguito depauperando un patrimonio tattico che, ai più, sembrava incomprensibile come non riuscisse ad essere sfruttato. Merino su tutti, il rebus. Sciolto da Brini, al suo ritorno dopo il benservito, il peruviano in campo con l’Albinoleffe, magie, mirabilie, gol da centrocampo.
Tutto facile, o quasi, grazie al 4-2-4 e al calendario benevolo: Scarpa-Ganci-Iunco-Di Napoli i firmatari della salvezza di maggio, ma a luglio di loro non c’è più traccia…bontà di Lombardi ed Acri. Parola grossa la “programmazione”, si riparte da Cozza (lui giovane, Di Napoli vecchio…eppure coetanei) e da Merino che, sfortuna nera, si rompe in ritiro.
Il campionato comincia troppo presto, la Salernitana non è attrezzata. Troppo teneri i vari Caputo, Statella, Soddimo, Machado, Bastrini. Brini saluta ad ottobre, dirà che, se avesse potuto, si sarebbe dimesso prima dell’inizio…Cari prende Acri, cos’è un anagramma? No, semplicemente la scelta meno costosa, Lombardi, di questo, ne saprà pur qualcosa, no?
Poi il Presidente realizza che sta perdendo la categoria, chiama Salerno, non la città, ma l’esperto DS, al capezzale di una truppa al disarmo. Due settimane per realizzare che Grassadonia avrebbe fatto meno danni e, nel contempo, anche se nessuno vuol dirlo, che forse è il giovane tecnico della primavera l’uomo giusto per gettare le basi di una retrocessione, visto che per salvarsi ci vorrebbe d’ora in poi un rendimento “mondiale”, con sei mesi di anticipo rispetto a quanto accadrà in Sudafrica.
Il 2010 risponderà…nel frattempo un anno così la Salernitana lo lascia indietro volentieri, ma farsi male è un’abitudine consolidata, il peggio, forse, deve ancora venire, e soffia forte col vento dello scandalo-scommesse: Potenza, 20 aprile 2008, chi c’era ricorderà i festeggiamenti, chi non c’era potrebbe ricordarla, a breve, per una punizione esemplare.





