Il punticino di Mantova tiene ancora vive le speranze granata

I soliti sapientoni sostengono, con una certa ostentazione, che il punticino rimediato a Mantova equivalga alla “montagna che ha partorito il topolino”, invece la chiave di lettura potrebbe essere anche un’altra, ovvero un pareggio che consente ancora di sperare. Mister Grassadonia, del resto, è stato molto esplicito nel corso della trasmissione su Sportitalia, dove è stato ospite, insieme al giornalista Alfredo Pedullà, una lunga chiacchierata che gli ha consentito di ribadire la sua fiducia in un eventuale miracolo, al patto che si vincano queste due partite casalinghe contro Empoli ed Albinoleffe.
Ebbene è proprio così, il compito non è facile, soprattutto contro la corazzata toscana di mister Campilongo, ma è altrettanto lapalissiano che occorrono sei punti per poter sperare in un futuro più roseo, ma soprattutto per dare alla società le direttive dell’eventuale modus operandi al mercato di gennaio. Se la Salernitana, facendo i debiti scongiuri, non dovesse ottenere, in questi 180 minuti, quanto richiesto, appare evidente che la strategia inevitabilmente subirà una metamorfosi, magari dolorosa ma necessaria, ovvero spazio ai giovani e mente proiettata alla prossima stagione, purtroppo nell’inferno della Lega Pro.
E’ d’uopo, però, in questi casi non farsi prendere dal pessimismo, l’irrazionalità del calcio, per fortuna, non consente facili pronostici, ma soprattutto la matematica non ha dato il suo inconfutabile consenso a cantare un prematuro” De Profundis”, allora bisogna stringere i denti, ricordarsi di indossare una prestigiosa casacca e tentare già da domani la grande impresa nell’anticipo contro l’Empoli.
Quello che fa ben sperare è l’atteggiamento positivo di mister Grassadonia che finalmente può recuperare pezzi importanti quali Jadid e forse Cozza, due pedine fondamentali per la rinascita granata, non solo in queste due partite, ma per il prosieguo del campionato in ottica salvezza, senza contare il lento ma costante ritorno alla forma ottimale di Merino, che insieme a due succitati calciatori,può rappresentare il valore aggiunto della squadra.
Contro i toscani dell’ex ed indimenticato Vannucchi, bisognerà impostare una gara sull’agonismo puro, costringere gli avversari a non usare il fioretto, di cui sono maestri, ma metterli in costante difficoltà con giocate continue e senza fronzoli, sarebbe un suicidio pensare di poter vincere la partita mettendosi sullo stesso piano degli avversari. Grassadonia vuole una squadra all’arma bianca, ma contestualmente intelligente tatticamente, esige calciatori con tanto di attributi, infatti coloro i quali non dovessero sentirsela sono pregati di farsi da parte, invito fatto con chiarezza, sic et sempliciter!!!.
Pertanto domani dovremmo vedere, usiamo per l’ennesima volta il condizionale, in campo una squadra di undici guerrieri, pronti ad ogni sacrificio pur di centrare un obiettivo, che almeno alla vigilia, appare pura utopia, ma nel calcio tutto può succedere, e poi tanto di rispetto per l’Empoli, ma certamente non è l’Inter oppure il Milan, perciò aumentando le motivazioni si potrebbero equiparare anche i valori e chissà che non possa rimbombare ancora una volta “incredibile non al Cibali, ma all’Arechi”.





