L’intervento: “L’immarcescibile mister Gel” di Tommaso D’Angelo
Il gong delle 19 del calcio mercato cosìddetto di riparazione, ha certificato l’impotenza della premiata ditta Lombardi-Salerno. Se Lombardi è pinocchio, Salerno è la volpe. Collodi si sta rivoltando nella tomba.
Dopo averla sfasciata a giugno con Acri e il clan Zavaglia, il presidente onorario della Salernitana, nonostante i proclami di cui si ha abbondante documentazione grazie a You tube (l’ultima intervista famosa è possibile visionarla sul sito www.cronachesalerno.it), ha staccato la presa che tiene in vita la comatosa squadra granata, cui non basta la respirazione bocca a bocca praticata dal buon Grassadonia.
Gli errori del tecnico, bravo ma non infallibile come tutti gli allenatori, non possono certamente coprire gli sbagli e gli orrori commessi dal costruttore di Vallo che par aver perso la ragione da quel fatidico 4 giugno. L’errore più grave commesso dal patron è stato quello di illudere i supporters, di ingannare una città che irrazionalmente, come può essere solo un tifoso accecato dalla passione per la propria squadra, ha sempre sperato nel miracolo, che ha creduto nelle promesse di una rivoluzione tecnica che doveva partire il 2 gennaio e che non si è concretizzata nemmeno l’1 febbraio.
Sabato invocammo, pregammo, implorammo, a Lombardi, a Lira Tv, di tirar fuori le palle, di fare qualcosa da presidente della Salernitana. Un gesto, un’azione, un’iniziativa che potesse cancellare mesi e mesi di umiliazioni, che avrebbe dato nuova linfa, contro ogni ragionevolezza matematica, alle residue speranze. Invece nulla: un pugno in pieno volto avrebbe fatto meno male.
Anzi: ha attaccato Grassadonia cercando di spostare l’attenzione sul tecnico. Un trucchetto mal riuscito. E Salerno, quello del cafè chantant, ha il torto di aver fino all’ultimo negato l’evidenza, contattando almeno un centinaio di giocatori, ricevendo altrettanti rifiuti. Roba da pivellini che fa aumentare le sue responsabilità.
Perchè anche l’alleggerimento del monte ingaggi è una favoletta, basta vedere i giocatori della rosa. Non solo: restano in granata Stendardo che voleva andare via, Polito ormai in rotta con i tifosi (lo si è offerto a destra e a manca ieri ma senza risultati), Caputo che aveva già le valige pronte e Soligo deluso dal mancato rinnovo del contratto. E’ una vergogna che ha un solo colpevole, Antonio Lombardi.
Poi ci sono i suoi consiglieri politici e una vecchia comara sul comò come Salerno che ha preso il posto di Acri, che ha pensato bene di sistemare i suoi materani. Su questo sfascio tecnico incombono le prossime scadenze economiche (stipendi e tasse varie), il deferimento per Potenza-Salernitana, varie ed eventuali.
Ai veri salernitani non resta che la dignità di una maglia che non è stata nemmeno festeggiata nella ricorrenza giusta, si è stati capaci di taroccare perfino la data di nascita della società. Febbraio, il mese annunciato per i festeggiamenti fuori termine, è arrivato. Vediamo cosa uscirà dal cilindro di Lombardi.
Resta la squadra che ha dimostrato di credere ancora in quel che fa: a parte il comportamento poco corretto di qualcuno, i giocatori fino a sabato scorso hanno lanciato un messaggio chiaro, non vogliono mollare. Bisogna ripartire da qui nella speranza che prima o poi qualcuno tenda la mano alla Salernitana e ci tiri fuori dal baratro. Quel burrone dove ci ha ha fatto precipitare l’immarcescibile mister Gel.