L’ex Perna: “L’anno scorso eravamo nella vostra situazione e ci siamo salvati”
Sabato prossimo allo stadio “Braglia” di Modena la Salernitana incontrerà un ex. Si tratta di Armando Perna, un calciatore che ha calcato l’Arechi ai suoi inizi di carriera non lasciando proprio un ottimo ricordo, ma comunque acquisendo la nostra cittadinanza visto che è sposata con una salernitana: “Salerno è diventata la mia città - dice compiaciuto l’ex granata - anche se ora sono a Modena e devo dire che qui, tra l’altro, fa un gran freddo“.
Cosa ne pensi della prova della Salernitana di ieri? “In verità non ho visto la partita, ma me l’hanno raccontata gli amici che sono andati allo stadio e mi hanno riferito che ha fatto una buona gara e non meritava di perdere. Mi hanno anche detto che c’era un rigore netto, per un fallo di mano, non dato dall’arbitro”.
Ricordiamo il torneo scorso, ritenendolo di buon auspicio, che il Modena si trovava di questi tempi giusto con un paio di punti in più rispetto a quelli della Salernitana di quest’anno. Tra l’altro proprio la sconfitta di Salerno nel febbraio scorso sembrava recitare il definitivo “de profundis” per la vostra squadra ed invece sappiamo com’ è andata a finire, con una salvezza diretta:
“Io non conosco i problemi interni della Salernitana. Quello che posso dire è che si tratta di un organico di valore. L’anno scorso ci trovavamo nella stessa situazione, avevamo uno o due punti in più. Ma quando conosci le tue forze e fino a quando la matematica non ti condanna devi sempre lottare. Non è facile, ma quando scendi in campo devi cercare sempre di muovere la classifica. Anche ieri, il pareggio sarebbe stato importante perché i risultati positivi ti danno più forza e il coraggio di rischiare“.
Che Modena troverà la Salernitana, visto che su di voi s’è abbattuta la scure del giudice sportivo con ben quattro squalificati? “La nostra forza è sempre stato il gruppo, perché quest’anno fin dall’inizio ci sono mancati Pinardi, Luisi e ci sono stati tanti infortuni, però abbiamo sempre creduto nei nostri valori e lo abbiamo dimostrato in campo. I granata troveranno una squadra che viene da due risultati negativi, da tre se consideriamo il pareggio in casa e che mirerà a conquistare punti per arrivare il prima possibile a 52 punti, che è poi il nostro obiettivo. Quindi sarà una bella partita, una partita tosta”.
La salvezza, allora, è il vostro traguardo? “La serie B quest’anno è molto equilibrata. vinci due partite e ti trovi in zona play-off, ne perdi altrettante e ti trovi a ridosso della zona play-out, come può essere nel nostro caso. L’importante, come dicevo, è arrivare almeno a 52 punti, dove c’è la salvezza matematica. Poi una volta raggiunto l’obiettivo si vedrà cosa si potrà fare di più”.
Certo che l’anno scorso eravate pressappoco nella stessa nostra condizione di classifica, però non solo avevate calciatori del calibro di Bruno, ma anche la piazza modenese, bisogna sottolineare, non è infuocata come quella salernitana, quindi lavoravate con maggiore tranquillità:
“E’ normale che si tratta di due piazze totalmente differenti. A Salerno in particolare se vai bene i tifosi ti portano alle stelle, al contrario se vai male ti criticano oltremisura. L’anno scorso avevamo problemi societari, noi siamo stati bravi ad isolarci e partita dopo partita siamo andati avanti. I tifosi granata meritano di più sicuramente, ma non è facile andare in campo con una situazione di classifica così deficitaria. In sostanza ritengo che i calciatori non siano condizionati dalla piazza in questo momento”.
Il Modena ha confermato in questo torneo l’ossatura dello scorso anno ed è una nota di merito perché state facendo bene: “E’ vero, siamo riusciti a tenere gente importante come Pinardi, Bruno, che avevano grosse richieste di mercato. Avere una buona base e continuare il lavoro cominciato l’anno scorso è stato fondamentale”.
A Salerno non hanno un buon ricordo di te: “Sono arrivato nella vostra città che ero ancora giovane, al primo campionato di B, era normale che gli errori pesassero di più. Ora sono cresciuto, maturato abbastanza per essere soddisfatto della mia carriera e penso anche di aver dimostrato che in questa categoria posso tranquillamente starci. Mi dispiace non averlo potuto fare ai tempi in cui militavo nella Salernitana, ma non si può mai dire, magari all’Arechi ci tornerò a giocare, ma non da avversario “.