Tifosi e “azionariato popolare”…!!!

sangesAzionariato popolare, in soccorso del “calcio austerity”?

Grazie a tale iniziativa, i tifosi potrebbero diventare proprietari di quote azionarie della squadra del cuore, attivando “progetti aziendali”, finalizzati a favorire la “promozione e lo sviluppo” dello spettacolo dei club di calcio.

Con l’azionariato popolare, i tifosi concorrono direttamente alla gestione del club , attraverso la partecipazione alle assemblee societarie, godendo nel contempo, di tutti i diritti e doveri che la legge attribuisce al singolo socio.

Nell’ambito dell’azionariato popolare , il Barcellona , con i suoi 163.000 soci, costituisce il “modello aziendale” più significativo ( fonte Wikipendia).

Sempre in Spagna, tale “modello” risulta essere attivato anche dal Real Madrid, Atletico Bilbao e Osasuna.

In Gran Bretagna, la MyFootballClub, ha acquistato il 75% del pacchetto azionario del club Ebbsfleet United, mentre in Italia, i tifosi di Modena e Venezia hanno fatto ricorso all’azionariato popolare.

Quarantaduemilioni di appassionati della “sfera di cuoio”, determinano un’interessante”bacino d’utenza” per i club di calcio ( fonte Sole 24 Ore Sport).

Circa “trentunomilioni” di tifosi, hanno preferenze dirette, per una squadra del cuore,ed indirettamente quantificano, strategie di marketing per le società di riferimento.

La “ricchezza in termini economici”, che i club ricevono dai propri tifosi riguarda: il numero di abbonati, le presenze allo stadio, l’interesse per la vita societaria, l’ impatto mediatico, gli indici di ascolto per le tv a pagamento, il merchandising e le sponsorizzazioni.

Allo stato, anche al fine di determinare il valore dei “diritti televisivi” per la prossima stagione, per i club di calcio, risulta determinante verificare il “bacino d’utenza dei propri tifosi”, verso la squadra di riferimento.

Secondo un’indagine effettuata da Repubblica, il “bacino d’utenza” dei sei club più importanti del nostro massimo campionato risultano essere i seguenti: Juventus 27,7%, Milan 22,6%, Inter16,1%, Napoli 8,5%, Roma 7,2%, Lazio 3,2%.

In tale ottica, il “peso dei tifosi”, diventa di fondamentale importanza anche nella valutazione del “brand”, e nelle strategie di “customer satisfaction” che le società intendono programmare.

Nei bilanci aziendali dei club di calcio , la voce “ricavi da botteghino”, è stata da sempre un indice determinante , per verificare in termini economici , l’affetto dei tifosi verso la squadra del cuore.

A causa dei “ricavi da diritti televisivi”, e del fenomeno del “calcio malato”, tale voce di bilancio, negli anni si è modificata senso negativo, orientando “strategie societarie alternative”, finalizzate alla ricerca di “nuovi ricavi”, in tema di marketing e merchandising.

“Azionariato popolare”, per rendere i tifosi , “attori principali” della sfida al “calcio austerity”?

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