La penalizzazione di sei punti amareggia e ferisce l’intera tifoseria
Fine delle trasmissioni, inizio dei processi. Il venerdì-nero della novantennale storia granata tocca il suo apice intorno alle 20.30 del 19 marzo, mentre la squadra (o ciò che ne resta, dopo l’ennesima farsa dell’esonero del “tecnico in seconda” Gianluca Grassadonia) è impegnata a perdere per la diciottesima volta in stagione sul campo del Cittadella, la Corte Federale di Giustizia Sportiva (per meglio intenderci, l’ultimo grado di giudizio calcistico, appellabile in seguito solo dinanzi a Tribunale dello Sport e Tar del Lazio) emette il proprio verdetto relativo al match del 20 aprile 2008, Potenza Salernitana 0-1, il match che virtualmente sancì la promozione granata tra i cadetti.
Ciò che sembrava essere una boutade, ossia la riapertura del procedimento sportivo in seguito alle nuove rilevanze penali assunte dall’ampia inchiesta sulla compravendita di partite coordinata dalla DDA di Potenza, si rivela, invece, un’accusa in grado di penalizzare (seppure con diverso metro di giudizio) due squadre e due città: Salerno e Potenza.
Ai granata vengono inflitti 6 punti di penalizzazione da scontare immediatamente; qualcuno parla, giustamente, di punizione-farsa, visto che sottoscrive una retrocessione già bella e incanalata. Ai lucani, viene comminata l’immediata esclusione dal campionato di appartenenza, la Lega Pro 1a Divisione girone B, e anche lì si è tentati di parlare di farsa, visto che, di qui alla fine, le restanti 7 partite di quel girone vedranno una squadra riposare, ma nel contempo guadagnare comodamente 3 punti a tavolino. Insomma, torneo ampiamente falsato.
Questi i fatti, che segnano la fine delle trasmissioni e dei residui (?) vagiti di una Salernitana solo nella teoria, ma mai nella pratica, protesa a rincorrere la salvezza. Ma, nel contempo, iniziano i processi, i ragionamenti, i dubbi legati alla gestione quinquennale di Antonio Lombardi e al futuro del calcio a Salerno.
Se infatti, in coda a un’annata sportiva peggio che fallimentare, ci si appigliava alla vittoria del torneo 2007-08 per pareggiare, quantomeno, il conto di Lombardi con la Salerno-sportiva, oggi, se venisse confermata la penalizzazione anche dai successivi ricorsi, di Lombardi ci si ricorderebbe per il primo e unico presidente capace di macchiare in maniera così infamante la passione dei supportersi del capoluogo, della provincia, dei salernitani sparsi per l’Italia.
E poco conta che la Salernitana venga afflitta e condannata “per non aver saputo insinuare, in sede difensiva, un ragionevole dubbio che fosse stata lei ad acquistare la partita di Potenza”. La giustizia ha le sue regole, spesso contorte, la società ne ha altre, più pragmatiche.
Aliberti era fallito, con l’attenuante di aver fatto rivedere la serie A dopo mezzo secolo. Lombardi ha spesso fallito, senza più lo straccio di attenuante di aver raggiunto l’obiettivo nel 2008.
Ai giudici e al tempo…la prossima sentenza





