La sconfitta di Ascoli rappresenta la fine di un sogno o una brusca frenata?

francesco-caputoLa Salernitana perde in malo modo al “Del Duca” di Ascoli e le speranze di salvezza si affievoliscono ancora di più, un vero peccato perché la squadra ha disputato l’ennesima gara all’insegna dell’agonismo e della combattività, ma le speranze si sono infrante su di un palo della porta difesa da Guarna.

Questa è la cruda verità, anche nel calcio, così come nella vita, il “se” ed i “ma”non reggono, che poi Grassadonia abbia sbagliato la formazione iniziale sia un dato di fatto inconfutabile dallo stesso interessato, ma certamente il tecnico non può sostituirsi a Polito che becca un goal parabilissimo da trenta metri e che il difensori si facciano superare come dilettanti.

Con il senno del poi e con il risultato acquisito tutto diventa più facile, le pecche vengono evidenziate in modo macroscopico e le colpe aumentano di percentuale per tutti, in particolare per l’allenatore, che nella buona o nella cattiva sorte rimane sempre al centro dell’attenzione. Per carità Grassadonia avrà potuto sbagliare anche la scelta dell’undici iniziale, infatti Balestri e Merino hanno subito palesato la loro condizione fisica approssimativa e magari il cambio tra Stendardo e Bastrini è apparso intempestivo, ma a parlare di sostituzioni completamente sbagliate ci sembra un tantino esagerato. I

l cambio tra Merino e Caputo poteva diventare addirittura azzeccatissimo se l’ex barese non avesse inopinatamente divorato il goal del 3 a 1, che avrebbe chiuso definitivamente la partita, così come l’entrata in campo di un difensore al posto di uno spompato Cozza per difendere il vantaggio, non sembra affatto una mossa azzardata, anzi 8 allenatori su 10 la fanno, insomma le cose sono andate male ed inevitabilmente le colpe ricadono, giustamente, sul trainer.

Fatto è che questa ennesima ed inaspettata sconfitta infligge un duro colpo alle speranze della tifoseria in ottica salvezza, una sorte di ko, per usare un gergo pugilistico, che potrebbe aver mandato definitivamente al tappeto l’ottimismo delle due ultime partite, anche se la matematica offre ancora dei margini di salvezza, ma soprattutto l’attaccamento della squadra ai colori sociali, lascia ancora aperta una feritoia nel muro della disperazione.

Peccato che il silenzio stampa imposto a tecnici e squadra non consenta di avere una panoramica ben precisa della situazione, tenere la bocca cucita in un momento come questo appare veramente incomprensibile, troppo facile fare le passerelle davanti a taccuini e telecamere quando le cose vanno bene, che offrono, tra l’altro, la ghiotta occasione a tanti personaggi di salire sul carro del vincitore, una pratica, purtroppo, molto in voga nell’ambiente granata.

Un’annotazione finale va fatta con pacata riflessione, ovvero mancano 14 partite al termine, con 42 punti ancora a disposizione, sperare in un miracolo, almeno fino alla gara di Ascoli, appariva possibile, ora la Salernitana deve viaggiare ad un media di due punti a partita, tale imprimatur è nelle possibilità della Salernitana? La razionalità dice no, il cuore un si convinto e passionale, allora si riprenda il cammino interrotto e chissà…

3 Responses to “La sconfitta di Ascoli rappresenta la fine di un sogno o una brusca frenata?”

  1. Secondo me , c’è una manovra titanica in tutto questo!
    Lombardi ha preso il ben servito dalla città,il potenziale acquirente spinge x la serie C ! OVVIO .
    E Mr.Gel pur di vendere rifiuta tutte le richieste dei vari Gaucci e via dicendo xchè la società è stata già promessa a qualcuno che non si puo’ dire.
    Che entrando in città con la serie B verrebbe respinto,con la terza serie invece il popolo dirà : BE’ MEGLIO CHE SCOMPARIRE !
    E cosi’ torneremo al punto di partenza di 5 anni fà !!!!

  2. stamm nguajat

  3. Ma provate a ragionare ogni tanto prima di scrivere. Non dico sempre, almeno qualche volta.
    Non è evidente a tutti che se la salernitana si salva Lombardi può vendere ad un prezzo molto migliore?
    Tra l’altro per salvarsi la Salernitana dovrebbe fare una vera impresa (qualcosa come 37-38 punti nel girone di ritorno) e questo rivaluterebbe in pieno tutta la rosa protagonista di tale impresa.
    C’è sempre tempo, invece, per fare una svendita. O no?

    Quanto all’impresa necessaria, è vero che è difficile.
    In fondo, però, è alla portata dei granata.
    Infatti con Sassuolo e Modena si doveva pareggiare (senza errori arbitrali) e almeno una tra Ascoli e Triestina si poteva vincere (senza errori della panchina), il che avrebbe significato 14 punti nelle prime 7 partite, ossia la media da fare da qui alla fine.

    Avanti finchè la matematica non ci condanna e anche oltre, se sarà necessario, per l’onore e la dignità di una gloriosa casacca (che non sarà certo macchiato per un campionato sfortunato e pieno di errori, a condizione che si continui a combattere fino in fondo).

    Forza Salernitana, sempre!