La vittoria contro il Piacenza conferma che il campionato è tutt’altro che chiuso

3-29-0110A differenza di Paganini la Salernitana concede il bis e lo fa nel silenzio assordante dell’Arechi, privo del suo pubblico, a testimonianza che la squadra crede ancora nel miracolo salvezza  e che intende lottare fino alla fine.

Il clima che si respira in città, però, non favorisce ciò che rappresenterebbe, in caso di risultato positivo, una vera ed autentica impresa, infatti sfogliando gli almanacchi calcistici diventa quasi impossibile trovare qualche simile precedente, infatti questa spaccatura tra dirigenza e tifoseria certamente non fa bene al morale di tecnici e calciatori granata.

Per carità il pubblico ha tutto il diritto di protestare, nobili anche i motivi che vanno ricondotti al grande amore verso i colori granata, ma è altrettanto lapalissiano che con questo status quo non si va troppo lontano, allora appare elementare la soluzione e cioè l’unità di intenti, raddoppiare gli sforzi e tutti insieme centrare quello che, non a torto, è visto come un vero e proprio miracolo calcistico.

Il patron Lombardi avrà potuto anche sbagliare molto, così come lui stesso ha ammesso con grande umiltà nel corso della trasmissione sportiva su Lira Tv, ma continuare a contestare mente la squadra dà grandi segni di poter lottare fino alla fine, appare un vero e proprio karakiri.

La cosa saggia e giusta sarebbe continuare a sostenere la squadra, così come ha sempre fatto il meraviglioso ed invidiato pubblico salernitano, sotterrare l’ascia di guerra ed in modo compatto ed univoco, partita dopo partita, portare la navicella granata in acque più tranquille, continuare a far comminare multe salatissime alla società ed addirittura far giocare le partite a porte chiuse non serve a nulla, anzi accelera il processo di autodistruzione della Salernitana e rischia di far scomparire il calcio che conta da Salerno, a cui sta già stretta la cadetteria.

Una precisazione è d’obbligo e riguarda il presidente Lombardi, la sua verità l’ha detta, come già precedentemente accennato, sabato in tv, ragion per cui o bisogna prendere le distanze o aspettare che quanto detto abbia un epilogo, alla fine i dirigenti, gli allenatori ed i calciatori passano, mentre “la magica”resta, pertanto il buon senso potrebbe rappresentare la vera panacea dei mali attuali della compagine granata.

Intanto la squadra è riuscita ad ottenere la seconda vittoria consecutiva, un vero e proprio evento, ma che fotografa l’attuale momento di Soligo e compagni, che ora possono giocare e battere qualsiasi avversario, mister Grassadonia, infatti, ha amalgamato alla perfezione gli uomini a sua disposizione, ha dato alla squadra un’identità ben precisa ed uno schema di gioco razionale e vincente, soprattutto ridando dignità ad una compagine che, oltre alla Cenerentola, era diventata lo zimbello del campionato e dell’intera cadetteria.

Ora bisogna continuare su questa strada, affrontare gli avversari con al consapevolezza dei propri mezzi, ma soprattutto con la certezza di non essere inferiore a nessuno, con tali prospettive, quindi, affrontare la trasferta di Ascoli, magari ripetendo l’exploit dell’anno scorso e sperando che dal “del Duca” parta un replay della passata stagione. Un sogno? Nel calcio così come nella vita mai dire mai.

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