Contro l’Albinoleffe una sconfitta che suggella una stagione da dimenticare subito

0-41Incredibile  ma vero, la Salernitana in vantaggio di due reti a 25 minuti dal termine, trova la forza di perdere una partita nel modo più assurdo possibile, ovviamente anche con il consueto “aiutino” all’avversario da parte del direttore di gara, in pratica una conferma di quanto stiamo constatando da moltissime giornate.

Il sig. Pierpaoli, dimostratosi ancora una volta tra i più scarsi della CAN A e B, non ha fatto altro che fischiare a senso unico, anzi non gli è parso vero poter concedere un calcio di rigore, tra l’altro molto discutibile, in pieno recupero e magari mettere il petto in fuori per avere avuto “coraggio” nel prendere tale decisione. Se da una parte la cosa potrebbe anche non interessare, considerato che un rigore e una sconfitta in più, non faranno strappare i capelli a nessuno, anzi l’operato del fischietto toscano ci fa tornare in mente il famoso “vigliacco, uccidi un uomo morto”, dall’altra lascia molto amaro in bocca per il modo i cui gli arbitri abbiano ulteriormente affossato la Salernitana.

La gioia sfrenata di Mondonico e la sua truppa al triplice fischio finale, a dire il vero è apparsa fuori luogo, anzi addirittura stomachevole, visto che la vittoria è arrivata immeritatamente, con un calcio di rigore in pieno recupero, insomma è apparsa come la vittoria di Pirro, con tutta franchezza Ruopolo e compagni potevano anche risparmiarsela questa sceneggiata finale.

Cosa dire ,invece, delle scelte di Cerone nel mandare in campo i soliti “tromboni sfiatati”e lascando in panchina, i vari Catone, Franco e soprattutto Orlando, preferendogli un Caputo evanescente al massimo ed un Dionisi che si è montato letteralmente la testa, vanificando in parte, con questo suo atteggiamento, le magnifiche dieci reti messe a segno.

Non sappiamo quali siano i motivi reali che sistematicamente molti elementi della Primavera lavorino per tutta la settimana e poi non vengano neppure  convocati, vedi Agresta, Pastore, Acquaviva, Cirillo e Siano, mentre i più fortunati che rimangono nella rosa dei disponibili facciano solo panchina, mentre in campo vanno i vari Balestri, Jadid, Galasso, Capone e Caputo,  lascando sgomenti tifosi ed addetti ai lavori, che continuamente cercano di  capire quale sia l’arcano mistero.

Intanto la gara di Bergamo non ha rallentato la pressione dell’intera tifoseria nei confronti del patron Lombardi, che si è concesso altri giorni di tempo, in pratica arrivando alla fine di questo mese, per poter sciogliere le sue riserve, ma soprattutto chiarire cosa intenda fare del futuro della Salernitana, un’attesa che sta logorando un po’ tutto l’ambiente, che ovviamente per pura scaramanzia non osa immaginare scenari apocalittici.

Il presidente granata, inoltre, continua in questo suo silenzio assordante, continua a dare risposte sibilline, ma sicuramente sta cercando di trovare una soluzione che possa dare una continuità al sodalizio granata, sarebbe utopistico immaginare un Lombardi autolesionista, ma soprattutto non amante della vecchia novantenne, insomma alla giusta perplessità va contrapposto anche  un certo ottimismo, del resto non si può fare altrimenti è chissà che qualcosa di positivo non venga fuori da un momento all’altro.

One Response to “Contro l’Albinoleffe una sconfitta che suggella una stagione da dimenticare subito”

  1. Che malinconia…E’ triste dire che a noi le ciambelle non riescono mai con il buco, che i calciatori che vengono a Salerno si dimenticano come si gioca a Calcio(vedi Caputo)che ogni anno siamo al punto di partenza, con una squadra da rifondare e assetti societari mai chiari, che siamo costretti a seguire la nostra amata squadra sempre con il groppo in gola, perchè per la Salernitana il fallimento è sempre dietro l’angolo. La Salernitana sembra un pò cenerentola che aspetta il suo principe azzurro, uno di quelli che non fa chiacchiere, pronto e disposto a spendere per regalare quei sogni che anoi sembrano sempre difficili e proibiti.
    Ma mentre si aspetta il principe azzurro la barca va sempre di più alla deriva, il timone sembra essere rotto e si è costretti ad assistere ad uno spettacolo vergognoso fatto di uomini che non sanno cosa sia l’onore e la maglia, di mercenari a cui interessano solo i soldi(si! ma se li volete dovete scendere in campo e meritarveli, ricordando che siete il riflesso di una città e di alcuni tifosi, che, anche se retrocessi non mollano) di un presidente che non sa parlare e raccontare la realtà, che dice di amare la squadra e la città, ma li continua a mortificare con bugie e atti di sciacallaggio.