Slitta ancora l’incontro decisivo per l’allargamento della società
Chi si aspettava la fatidica fumata bianca già ieri sera è rimasto sicuramente deluso, infatti l’incontro tra il patron Lombardi ed Andrea, rampollo della famiglia Melito, è stato fissato per giovedì prossimo, per buona pace di chi credeva che la cosa fosse di facile attuazione. La Faro Assicurazioni, secondo i bene informati, vuole portare a termine l’operazione - Salernitana e vuole farlo in modo tangibile rilevando almeno il 50% o addirittura la maggioranza delle azioni, un autentico colpo di mano, se si considera che il massimo dirigente granata aveva sempre parlato di cedere una quota minoritaria, intorno al 30%, per rimanere ancora al timone del comando.
Giovedì, pertanto, si dovrà discutere anche di questo aspetto, o per meglio dire si dovrà capire se Lombardi sia intenzionato ad essere ancora il proprietario della Salernitana, oppure se abbia deciso di passare la mano, così come chiede da tempo il papà Pietro, nonostante lo sviscerato amore per la casacca granata, il tutto, ovviamente, senza tentennamenti e perdite di tempo, che sarebbero altamente perniciose per il futuro del team di Via S. Leonardo.
Allo stato attuale la situazione rimane molto fluida in quanto la dirigenza sta operando attivamente per portare a termine tutti gli adempimenti necessari per poter ottenere l’iscrizione al campionato di Lega Pro, aldilà di quello che rimane lo scoglio più difficile da superare, ovvero reperire 3.5 milioni di euro per soddisfare tutte le incombenze debitorie, il problema liberatorie ed uso dell’Arechi non sono certamente da meno per ottenere il minino richiesto, ma soprattutto per poter iniziare a parlare di programmazione.
Il DS Salerno, che potrebbe lasciare il suo incarico alla scadenza naturale del contratto, vale a dire il 30 giugno prossimo, è ancora alle prese con i casi più difficili, che se non risolti in via transattiva, comporterebbero delle lungaggini burocratiche che rappresenterebbero un ‘inutile perdita di tempo, considerato la prossimità delle scadenze federali ed il conseguente pericolo di incappare in punti di penalizzazione per eventuali ritardi.
Di non facile soluzione anche il contratto per l’utilizzo dello stadio Arechi, oltre al non buon rapporto tra il presidente e primo cittadino, vi è un divario enorme tra richiesta ed offerta, in pratica un tira e molla che potrebbe protrarsi per lungo tempo e magari sfociare in una decisione clamorosa, vale a dire veder giocare la Salernitana al “Dirceu” di Eboli, significherebbe un altro colpo mortale alla già malata “novantunenne”.
In tutto questo bailamme si trova la tifoseria, costretta a seguire con trepidazione l’evolversi della situazione, rimanendo impotente davanti a questioni che riguardano solo la società ed attaccandosi al quel progetto di azionariato popolare “Salerno Granata”, che rappresenta un vera e propria oasi in un deserto di preoccupazioni e di paure, non a caso sono in ballo il blasone e la sorte della “mitica”, e scusate se è poco!!!
La tifoseria granata è sempre stata costretta alla sofferenza: è sufficiente vedere il modesto curriculum sportivo (63 anni di C1!!) della “91-enne” e la bacheca praticamente vuota, per capire che stomaco di ferro abbiamo a Salerno…Meglio soffrire per poi gioire che tifare Inter o Juve…troppo facile!
Ma non è che questa squadra è avvolta da una “strana” maledizione che non la porta fuori definitivamente dalla terza serie nazionale??
Caro Massimo non vorrei contraddirti, ma la Salernitana ha giocato dal 1929 ad oggi 2 campionati di serie A, 1 misto con squadre A/B, 24 di B, 56 di C per un totale di 80 campionati (due non disputati); negli anni dal 1919 al 1928 ha militato, tranne un anno, tra 1 e 2 divisione nazionale, senza superare le fasi interregionali. Ma in quegli anni non c’erano campionati nazionali unici. Di solito i conti si fanno dal 29 in poi, e come ho fatto notare più volte vi sono dati storici certi: solo 60 squadre hanno militato in serie A, e la Salernitana in una ipotetica classifica di serie A perpetua si colloca al 53 posto. Tra le squadre che ci precedono alcune non esistono più, altre hanno militato in serie B molto meno delle nostre 25 volte. Siano infatti al 26 posto come partecipazioni in serie B, e alcune delle 25 squadre che ci precedono non sono state mai in A (Monza, ad esempio). Dal 1929 ad oggi, poi, la Salernitana non è mai andata sotto la serie C, quindi mai in C2, in serieD o serie simili; ha parte cipato poi a tutti i campionati. Nella storia del Cagliari, ad esempio, ci sono gironi regionali negli anni 30 e 40; nella storia del’Empoli anni senza iscrizioni as campionati di alcun tipo. In concreto una classifica mista ogni tempo vedrebbe la Salernitana circa 40 ima tra tutte le squadre di calcio d’Italia. Non siamo l’Inter o la Juve, ma la nostra figura la facciamo. Se poi pesiamo le capacità economiche e organizzative di altre zone (Mantova, Como, Varese, Empoli….) abbiamo fatto molto più di quello che ci si potrebbe attendere. Non chiedo di accontarsi, anzi, voglio la serieA, ma uno sguardo sereno al nostro passato mi fa dire che la Salernitana non è una “Grande”, ma nemmeno è una “squadretta”!
In effetti la storia della Salernitana la conosco e non vedo tantissima differenza tra 56 anni di C o i 63 che ho considerato dal 1919 in poi…I granata li seguo dal 1977, anno in cui un certo Chiancone portò la Nocerina in B…pensa un pò…e già allora problemi d’iscrizione e martoriati campionati conclusi con salvezze stentate per evitare la C2, che come hai ricordato, non abbiamo mai conosciuto….ecco perché non vedo il perché di tanta ostilità nei confronti di Lombardi….nulla ha dato e nulla ha tolto a questa squadra…anzi ci sta mantenendo nei professionisti…non è poco visto il fallimento del Perugia che…permettimelo…ha molta più storia di noi…grazie, comunque per la risposta…