Il “Cuore Granata” continua a battere
L’iscrizione della Salernitana al campionato di prima divisione non può che felicitare tutti gli sportivi granata, dopo tante preoccupazioni e molta sofferenza. Immaginare, infatti, Salerno senza la squadra di calcio è come vedere girare una roulette senza la pallina. A volte si apprezzano le cose, quando si perdono definitivamente, e ci si rende conto del loro prezioso valore.
Senza la Salernitana, anche semplici chiacchierate sulla partita, commenti televisivi, trasmissioni radiofoniche, articoli sui giornali, novità on line, non avrebbero più senso. Personaggi simpatici come Fulvio De Maio, straordinario artefice di siparietti finiti su You Tube ed altri che non si citano per mancanza di spazio, svanirebbero improvvisamente.
Così come lo stesso giornale Granatissimi, vero miracolo editoriale del direttore Grillo, non avrebbe più senso, senza l’esistenza della Salernitana. L’undici granata non è solo una squadra di calcio, è una vera espressione culturale della nostra città .
Chi come me ha vissuto gli anni del Vestuti, può rendersi conto dell’importanza sociale che riveste la squadra nella nostra Comunità. Se così non fosse, non si spiegherebbero le passerelle nei periodi di gloria da parte degli amministratori o ancora lo squallido tentativo di legare la casacca granata ad un colore politico, piuttosto che a un altro.
La circostanza che l’anno prossimo si potrà ancora commentare una partita, vincente o perdente, costituisce per lo scrivente una grande vittoria. Poco importa se ad allenare sarà Breda o Capuano, se il Presidente sarà Lombardi o ancora se giocherà Merino. L’importante è esserci!!!
Da qualcuno ho sentito dire che è meglio non partecipare se bisogna soffrire. No, la sofferenza è sintomo d’amore, solo se ami una casacca puoi soffrire. Da 51 anni amo la Salernitana e pur di vederla scendere in campo, sono disponibile a lottare per la retrocessione.
Un invito pertanto a tutti, operatori societari, giornalisti, tifosi, politici: godiamoci la Salernitana senza patemi d’animo, smettiamola di drammatizzare tutto e soprattutto remiamo nella stessa direzione. Infine una raccomandazione a Lombardi: per la prima volta nella sua breve carriera, consenta ad un tecnico di giungere a fine campionato. L’importante non è vincere, ma partecipare!!





