A quando la vera Salernitana?
Il direttore Grillo nel suo editoriale di ieri ha messo in evidenza quelli che sono i grossi limiti di questa squadra, volendo essere un tantino più ottimisti potremmo veramente credere alle parole di Breda, che, smorzando la delusione della sconfitta contro il Sudtirol, ha parlato di “normalità” del calcio d’agosto. Sempre nell’ottica di una visione rosea della situazione si potrebbe obiettare che calciatori come Polito, Montervino, Fava, Merino, Peccarisi e qualche altro elemento giovane, veramente abbiano dimenticato come si giochi al calcio?
E’ pur vero che hanno disputato un campionato disastroso l’anno scorso, ma è altrettanto palese che se riescono a scrollarsi dalle spalle la tensione che li attanaglia, sicuramente potrebbero fare la differenza in Terza Serie. Il direttore Grillo sottolinea con grande razionalità e fermezza che questa squadra sembra avere un DNA perdente, ma è altrettanto vero che nel calcio contano i risultati e le motivazioni, pertanto è auspicabile che si giunga ad una chiarezza di idee e di programmi che possa ridare linfa nuova, non solo a questi calciatori, ma all’intero ambiente, apparso demotivato o, per meglio dire, rassegnato ad avere anche in questa stagione un ruolo marginale.
Che la società possa essere in sofferenza dal punto di vista economico è uno status quo che attanaglia tutte le società di calcio, ad eccezione dei grandi clubs, eppure se si pensa che il grande Milan deve farsi girare i calciatori da altre squadre, vedi il caso Boateng con il Genoa, ragion per cui nessuno deve storcere il naso se il Ds Salerno non riesca a piazzare calciatori con un ingaggio alto, vedi Pestrin Polito ecc, e che porti a Salerno giovani talenti, come Montella, Ragusa, Legittimo, è la regola del calciomercato, ovvero niente soldi e tanta arte di arrangiarsi.
Mister Breda, per fortuna, rappresenta una delle poche note positive di questa Salernitana 2010/2011, iniziata con una sconfitta e con la consueta contestazione, ma la speranza è che con l’avvio del campionato e magari con l’arrivo dei primi risultati positivi, si possa completamente invertire il trend negativo, che si protrae, purtroppo, dalla disgraziata stagione passata, e possa ritornare quell’entusiasmo contagioso, che a proposito di DNA, è insito nella inimitabile tifoseria granata.
Hic stantibus rebus, due sono le ipotesi, quella lucida del direttore Grillo,ed in questo caso sarebbe opportuno prepararsi ad un altro anno d’inferno, oppure che questa gente sia si dia una regolatina, si ricordi di avere lo status di calciatore e tiri fuori quegli attributi che bisogna avere se si vuole giocare al calcio, altrimenti farebbe meglio a cambiare mestiere, o per essere più indulgerti a cambiare aria, la Salernitana è un punto di arrivo e non di partenza. Inteligenti pauca!!!





