E’ giunto il momento di ripristinare la “legge dell’Arechi”.

Eduardo De Filippo con la sua nota commedia “Napoli milionaria” ha lasciato alla storia il famoso detto” ha da passà a nuttata”, ebbene si, dopo l’inopinata sconfitta di ieri contro il Lumezzane, ritorna di grandissima attualità, anzi impone a chi di dovere di rivolgersi ad un esorcista per scacciare la maledizione che aleggia sull’Arechi, così come ha giustamente scritto il direttore Grillo.
Non scandalizzerebbe sicuramente nessuno se dicessimo che un pareggio sarebbe stato il risultato più equo, anzi abbastanza stretto per Breda ed i suoi ragazzi, eppure il tecnico Nicola parla di una limpida vittoria della sua squadra, evidentemente ha visto un’altra partita oppure ha una visione distorta della realtà dei fatti.
Certamente la Salernitana vista all’opera ieri non ha destato una grande impressione, è mancata soprattutto nella finalizzazione del gioco ed in alcuni uomini, in primis Ragusa, infatti al giovanotto evidentemente non hanno fatto bene le tante, troppe lodi giunte da più parti e contro il Lumezzane non ha inciso come a Sorrento, anzi sul finire del primo tempo ha buttato alle ortiche la più ghiotta occasione da goal costruita dalla squadra.
Certo che il caldo opprimente ha inciso molto sullo svolgimento della gara, e si badi bene dall’una e dall’altra parte, solo che una partita del genere poteva essere risolta solo ed esclusivamente da episodi e così è stato, solo che le speranze della Salernitana si sono infrante sul palo alla sinistra del portiere ospite, su bolide imprendibile di Szatmari, mentre per il Lumezzane è bastato un’ingenuità dei granata ed un azzeccatissimo quanto fortunoso colpo di testa per mandare in paradiso Galabinov & compagni.
Questa squadra, però, ha dimostrato di avere ampi margini di miglioramento, lo stesso modulo, vale dire il 4 3 3 può tranquillamente essere applicato con gli uomini a disposizione di mister Breda, al patto, però, che non si lasci troppo isolato Fava, così come è avvenuto ieri per lunghi tratta della gara, idiosincrasia accentuata anche dalle non perfette condizioni fisiche dell’ex bomber dell’Udinese.
Una sconfitta che appare ancora più amara perché arriva dopo un anno disastroso, che contribuisce ad accentuare l’amarezza da parte della tifoseria e degli addetti ai lavori, ecco perché è obbligatoria una sterzata in tempi brevissimi che possa servire a cancellare le delusioni fin qui accumulate e nel contempo possa spingere la squadra nelle zone alte della classifica e lottare per un repentino ritorno nel calcio che conta.
In una giornata grigia ed assolatissima l’unica nota lieta è stata ancora una volta la torcida granata che ha sostenuto la squadra fino alla fine, anzi al termine della gara ha riservato ai propri beniamini calorosi applausi, dimostrando un ritrovato feeling che lascia ben sperare per il futuro e si sa che il pubblico salernitano è stato sempre determinante per le fortune della Salernitana, perché “fortis cadere, cedere non potest”(il forte può cadere, ma non cedere)!!!





