Salernitana in ripresa? Il derby “caldo” con la Paganese ci dirà di più
Due premesse sono doverose: primo, il derby con la Paganese è “caldo” solo in relazione al tatticismo, all’agonismo, alla strenua volontà che i cugini azzurrostellati, siamo sicuri, profonderanno in campo pur di lasciare l’Arechi non a mani vuote, non per altri motivi legati a provocazioni, scontri, incidenti. Secondo, la Salernitana è tornata da Bolzano con i 3 punti derivati dall’1-0 inflitto al SudTirol, con un entusiasmo rinnovato, al quale s’è adeguato anche il DS Salerno, citando come alla sua formazione mancassero 3 punti in classifica.
Ebbene, ci resta (e ci resterà ancora per molto) sempre il dubbio di capire “questa” Salernitana (infarcita di giovanotti alle prime esperienze nel calcio “pro” e di vecchie glorie che faticosamente e lentamente stanno perdendo quell’aria altezzosa e si stanno calando nella realtà della C) quanti punti avrebbe racimolato, finora, nel girone B, quello “caldissimo”, in cui i valori tecnici praticamente si azzerano…e le “decadute della categoria”, vuoi per prestigio, vuoi per campanilismo, sono sempre attese al varco (vedi Zeman e il Foggia, che nel girone B ha 1 punto meno di Breda).
Insomma, viene da dire che è ancora molto, troppo, presto per cantare vittoria post-Bolzano. Successo importante certo, che recupera l’entusiasmo apparanetmente svanito dopo lo stop interno col Lumezzane, ma dal derby con la Paganese ci si attendono tutte le risposte del caso. Manco a dirlo, del girone A, il match coi cugini sarà una tra le gare più impegnative per la Salernitana, come già capitato a Sorrento, laddove solo una situazione ambientale aveva probabilmente sospinto i padroni di casa al pareggio, a fronte di un match che la Salernitana era riuscita a mettere in discesa.
Se venga troppo preso, questo derby serale, con la luce dei riflettori, non è dato saperlo: qualcuno avrebbe preferito aspettare, magari invertire le gare tra Paganese e Pergocrema…per consentire ancora un migliore rodaggio a una Salernitana che, programmata sui giovani, ha poi dovuto ammettere che elementi come Balestri, Peccarisi, Montervino, Fava, Polito e (finanche) Pestrin…beh servono eccome nella realtà della Lega Pro, altrimenti i giovani, da soli, rischiano di perdersi.
Resta il dilemma Merino, grottesco che la Salernitana non possa attingere alle sue qualità individuali, magari anche solo per uno spezzone di partita. Il “jolly” che dovrebbe far vincere le partite da solo, si ritrova ad essere quasi una “luna nera”. Se entra lui, tatticamente saltano i piani, ma non degli avversari, bensì dei compagni. Tutto molto strano, in una Salernitana che ancora attende di capire quale ruolo può recitare in questo campionato.














Giochiamo contro la paganese ( molti italiani nn sanno manco dove si trova pagani) mica contro il REAL MADRID, per cortesia non ingigantite le notizie con un derby dei poverelli. Lunedi non ci saranno più di 5.000 persone ( e sono già troppe)!
caro amico da Milano un pò di finezza…molti italiani la conoscono Pagani quanto Salerno…. e x cose positive.
Caro gianni la finezza di cui parli tu è proprio quella che non hanno gli abitanti della provincia di Salerno nei confronti del loro capoluogo, anzi ci snobbano e non si riconoscono in noi ovunque vadano si spacciano per napolecani la maggior parte quindi se si comportano così loro non vedo perchè non potremmo farlo noi..oltretutto non c’è proprio il paragone tra Salerno e pagani ne sotto il profilo carismatico, storico o calcistico non stanno proprio a numero a confronto a noi.