Neglia pronto a tornare in granata
Soltanto perseverando e continuando ad allenarsi i grandi campioni sono divenuti tali. Lo sa bene Samuele Neglia, gioiellino classe ‘91 che, dopo aver disputato su ottimi livelli il campionato Primavera nella scorsa stagione, è stato ceduto in prestito al Sapri. Cresciuto calcisticamente nella scuola calcio Peppino Campagna Bernalda in provincia di Matera, Neglia è stato prelevato dalla Salernitana 1919 nell’ autunno del 2006.
Da quel momento il giovane, nato a Torino l’ 11 agosto del 1991, si è subito messo in mostra per velocità, doti tecniche e per l’ estrema facilità di saltare l’ avversario. Il suo tiro preciso, unito alle doti pocanzi menzionate, hanno fatto si che il peperino mettesse a segno, nella scorsa stagione, quattro realizzazioni. Memorabile la rete al 91′ minuto, siglata contro la Reggina di mister Breda, che permise ai granatini di aggiudicarsi l’ intera posta in palio. Le altre reti furono invece messe a segno contro Lecce, Frosinone e Roma.
Dopo l’ eccellente campionato disputato, in molti si sarebbero aspettati la sua convocazione in prima squadra che di fatto non c’ è stata. Neglia, con molta umiltà, ha deciso così di accettare l’ offerta pervenuta dal Sapri e di mettersi in gioco nei dilettanti, una serie di certo non idonea al suo talento ma pur sempre utile ai fini della maturazione. In quel di Sapri il giovane ha subito entusiasmato tifosi e dirigenza a suon di giocate spettacolari ed assist millimetrici.
Sacrificatosi pur di emergere, Samuele potrebbe, in tempi brevissimi, coronare il suo sogno, ovvero indossare la casacca granata, la stessa di Carrus, Fava e Ragusa; quella casacca che potrebbe, in men che non si dica, proiettarlo nel calcio che conta. Complice uno score di tutto rispetto: cinque reti in ventisette incontri ed una marea di assist forniti all’ attaccante Alessadrì (22 realizzazioni), Neglia potrebbe perciò, dopo aver curato con mister Pepe anche la fase difensiva, già da luglio sposare la causa granata.
Occhio anche agli altri giovani, vero e proprio patrimonio della Salernitana, dati in prestito a compagini di categorie inferiori al fine di farli maturare. E’ il caso di Cirillo, Pastore, Orlando, Agresta e Pergamena, estremo difensore classe ‘92 che quest’ anno ha centrato la promozione con l’ Aprilia.
Vincenzo Pellegrino














Direttore questi servizi sono una boccata d’ossigeno per i tifosi che, come me, guardano al futuro e vanno più in là con lo sguardo.
Si spera di centrare la promozione in B quest’anno ma poi a luglio i migliori andranno via perchè in sono a Salerno solo in prestito e resterà nei nostri occhi il ricordo di questi giovani forti e con un cuore grande così.
MA quando potremo avere una prima squadra fatta di giovani DI NOSTRA PROPRIETA’ ? La primavera sta avendo buoni risultati e vuoi mettere il piacere di vedere giocare ragazzi attaccati alla maglia e nati in zona, che se fanno bene possono lanciarsi verso la serie A ed essere motivo di forti entrate nelle casse societarie? Il modello da seguire è quello dell’Empoli. Anche ai tempi d’oro qui salvo eccezioni come Fusco e De Cesare, la primavera ha visto sempre ragazzi allontanarsi dallo sbocco naturale, cioè la prima squadra. Le chiedo poi se sa i motivi per cui Elio Siano ha rescisso e l’abbiamo perso senza incassare nulla.
Grazie e continui così
Sono d’accordo con Giovanni. Teniamo d’occhio i nostri giovani. Grazie Granatissimi
X giovanni: concordo pienamente con te riguardo la soddisfazione che si può provare a far esordire in prima squadra un prodotto del vivaio e magari lanciarlo verso palcoscenici migliori e anche relativamente all’opportunità di costruire un valido settore giovanile. Nel calcio moderno, per costruire una squadra che possa contare su elementi tecnicamente validi, esistono solo due strade percorribili: avere una notevole disponibilità economica grazie alla quale prelevare calciatori che sono già esplosi altrove oppure poter fare affidamento su un proprio vivaio (a meno che non si voglia sempre ricorrere a quello degli altri e valorizzare solo ed esclusivamente i talenti altrui!). La costruzione di un valido settore giovanile, però, richiede dei requisiti fondamentali quali competenza, un serio programma e strutture adeguate: visti i risultati finora ottenuti dal settore giovanile (da evidenziare ulteriormente considerando la confusa e complicata situazione societaria) sembrerebbe che almeno dal punto di vista delle competenze non dovremmo difettare, siamo in attesa che il serio progetto si palesi e si preoccupi anche di individuare le adeguate strutture. Non credo che il settore giovanile sia totalmente composto da ragazzi di Salerno e probabilmente nemmeno esclusivamente della provincia e ritengo che possano avere qualche difficoltà a sentirsi parte della famiglia granata se sono costretti (per esempio) ad accollarsi minimo 20 km di trasferta (nel caso dei Giovanissimi Nazionali) per ogni singola partita casalinga essendo spesso sostenuti sugli spalti esclusivamente da amici e parenti. Tanto per restare in argomento, qualunque tifoso ne abbia possibilità e piacere, può cominciare a programmare una gita (di circa 120 km a/r) al campo Torre di Agropoli dove sabato 21 c.m. alle ore 16.00 la nostra formazione Berretti, si giocherà, nella gara di andata contro il Giulianova, la possibilità di accesso alle semifinali nazionali. Per quanto riguarda Elio Siano, non conoscendo la situazione specifica, non sono in grado di risponderti; ho avuto modo di vederlo nelle fugaci apparizioni in prima squadra e in alcune occasioni nella formazione Primavera la scorsa stagione e mi pare che molti componenti di quella squadra siano andati via per rescissione, prestito o cessione. Giunti ad un certo punto del percorso bisogna obbligatoriamente prendere una decisione relativamente ai calciatori su cui investire, a cui rinunciare o da mandare a fare le ossa in prestito presso altre compagini: semplicemente questioni di scelte su cui ha presumibilmente inciso anche la non felice situazione finanziaria del club.
x Katia: condivido il tuo punto di vista e capisco le grandi problematiche attorno al progetto; progetto che però mi sembra l’unico percorribile per poter evitare il passivo a chi vuole investire nel mondo del calcio. Non si può sperare di vivere di soli diritti-tv (ridotti in B e nulli in C) o di botteghino.
Certo è che l’investimento iniziale per chi parte da strutture minime è assai ingente. Sono stato ad Empoli, Pisa, Firenze e lì le strutture e i campi sono tantissimi e ben curati.
Noi abbiamo, come dici tu, tanta materia prima e una piazza colma di passione. Ma non siamo in grado di valorizzarle; si parla di Salernello dai tempi di aliberti ma nemmeno la 1a squadra ha un campo fisso, figuriamoci le categorie giovanili. Quindi concordo con te su quanto siano infinite le trasferte per i giovani, e conseguentemente se le cose non vanno bene, è facile cedere alla tentazione di chiudere col calcio o cambiare aria.
MA in questo momento il rilancio societario passa necessariamente per la cura del vivaio e serve un quartier generale ampio e funzionale. COME ABBIAMO VISTO, se si cedono 2 giocatori in 6 anni e non si valorizzano giovani di proprietà, una società neonata accumula presto 8 milioni di euro di debiti. Quindi come ti ho detto io guardo oltre i play off e l’agognato cambio societario. Tra 6 anni non vorrei essere qui a parlare delle stesse cose.
Grazie e buon lavoro.
Si, penso anch’io che un quartier generale sia decisamente prioritario.