Ci scrive una tifosa granata

a-33Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Direttore, vorrei chiederLe, se lo ritiene, di concedermi un piccolo spazio per far partecipi i tifosi granata e dare libero sfogo ad un pensiero che tengo a comunicare anche se non si tratta di un argomento che riguarda strettamente la Salernitana ma la coinvolge marginalmente. Non so quanti di voi hanno seguito ieri sera “Sfide”; non so quanti di voi siano a conoscenza della situazione del Pro Patria, compagine del girone A di Seconda Divisione di Lega Pro che dopo una stagione decisamente travagliata (anche più della nostra) è riuscita, superando enormi ostacoli, a  conquistare la finale play off purtroppo persa dopo l’1-1 dell’andata casalinga contro il Salò (squadra finanziariamente sanissima) e il 2-1 subito nei minuti finali della gara di ritorno. I calciatori e l’intero staff del Pro Patria (che non percepiscono gli stipendi da mesi) hanno dovuto affrontare durante l’intera stagione numerose difficoltà: in seguito ai ripetuti sfratti dei calciatori (qualcuno dei quali costretto a ben 4 traslochi) e al rifiuto dei ristoratori (creditori nei confronti della società) di ospitarne i pasti, hanno occupato il loro stadio praticamente stabilendo lì il loro domicilio, mangiando e dormendo negli spogliatoi e continuando comunque ad allenarsi e a giocare sul campo. Ebbene, di fronte a questa triste, struggente e romantica storia calcistica, il punto essenziale che il Presidente della Lega Pro (intervenuto rispondendo ad un’intervista) ha ritenuto maggiormente rilevante e ha tenuto a sottolineare è il seguente: consideri che io sia il presidente di una virtuosa squadra finanziariamente sanissima (immagino che il riferimento fosse al Salò) e incontrassi una squadra il cui presidente non paga gli stipendi, non assolve agli oneri fiscali, non paga i creditori; loro passano e noi no… “se non è un’anomalia questa allora non esistono anomalie” (testuali parole). Il verdetto del campo, caro Sig. Macalli, è insindacabile, totalmente disgiunto dall’aspetto finanziario e non dovrebbe essere in alcun caso influenzato: se si verificasse il contrario, allora si che sarebbe una grave anomalia! L’unica reale anomalia sarebbe tentare in modo illecito e preorganizzato di danneggiare chi in maniera naturale sarebbe stato decretato vincitore dal campo. Non pagare gli stipendi, non saldare gli oneri fiscali, non assolvere ai propri debiti è indubbiamente scorretto, è un’anomalia che, però, nulla a che fare col calcio giocato e col campo dove dovrebbero affrontarsi lealmente e in incontri regolari esclusivamente due squadre di undici calciatori contrapposte. Il calcio, caro presidente Macalli, non si identifica nella ricchezza, nel denaro, nelle maggiori possibilità economiche, nella presunzione di chi pensa di dover essere necessariamente superiore perchè maggiormente dotato finanziariamente; questa è la storia della nazionale italiana che troppo spesso scende in campo con alteriagia, contando sul proprio blasone e quasi sprezzante nei confronti di un qualsiasi avversario che, pur non potendo mostrare al mondo la propria tradizione calcistica, la propria organizzazione, la propria solidità finanziaria è capace di mettere in campo quelle motivazioni e quella fame che rappresentano l’unico elemento essenziale per la vittoria, l’esclusiva garanzia di successo. L’essenza del calcio è tutta lì, nel meraviglioso esempio del Pro Patria, nelle motivazioni di una squadra che non vuole arrendersi, nella disponibilità di giovani uomini al sacrificio, nell’unione, nella solidità, nella compattezza di un gruppo che condivide e affronta insieme le difficoltà. Perchè vinca il migliore, nel calcio, non significa vinca il più ricco, o il meglio organizzato o quello che vanta la migliore tradizione calcistica. Mi dispiace per Lei, ho compassione per Lei, Sig. Macalli, che potrebbe essere anche il presidente della maggiore associazione calcistica internazionale, ma resterebbe comunque un comune, insignificante impiegato la cui limitata visione da ragioniere gli impedisce di cogliere la meravigliosa vera essenza del calcio.

Katia

7 Responses to “Ci scrive una tifosa granata”

  1. …a quanto pare il concetto del “SIGNOR MACALLI” è molto molto chiaro…ma nonostante tutto…IO VOGLIO CREDERCI…FINO ALLA FINE…!!!

  2. Chi scrive è un tifoso dell’Hellas. Sì, un becero ed incivile tifoso dell’Hellas.
    Il Sig. Macalli sbaglia 3 volte quando fa ammissioni di questo tipo.
    1^ Qualsiasi sia la capacità economica , ogni squadra ha il diritto di vincere sul campo.
    2^ In questo modo fa immaginare che le partite possano essere “guidate” in base alle volontà del palazzo. Questo non è ammesso nella norme che regolano la lealtà sportiva.
    3^ e più grave. Questa situazione si è venuta a creare proprio per sue colpe. Non è stato in grado di valutare a tempo debito quali squadre avessero la possibilità di terminare la stagione. Le classifiche sono state riscritte più volte per punti di penalizzazione, falsando i reali valori del campionato. Inoltre squadre (tra cui la Salernitana che si è iscritta presentando fidejussioni del tutto aleatorie, che non paga emolumenti e che “ricatta” il sistema minacciando il fallimento) che nemmeno dovevano essere ritenute idonee, si sono giocate i playoff a scapito di squadre che avevano rispettato le regole.

  3. Cara Katia, la tua disamina é perfetta.

  4. Questa mail è da inviare al sito della Lega. Ormai viviamo in un mondo bastardo dove l’unico metro di giudizio è purtroppo il Dio denaro. L’importante è avere tanti soldi poi se sei un uomo di m….. non conta nulla!

  5. inviamola alla lega….brava katia

  6. LETTERA PERFETTA, DA GIRARA A MACALLI IL “LURIDO”.

  7. GIRARE PARDON!