Ci scrive un tifoso: un film con tanti attori protagonisti

0-14Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Direttore,
torno a commentare dopo un silenzio coinciso con la mia rassegnazione, perchè ho smesso di credere nella salvezza economica della Salernitana nel momento in cui c’è stato il triplice fischio della finale play-off. Il resto è stato un finale già scritto, sempre uguale, senza il lieto fine o il colpo di scena, con i titoli di coda che alla fine stanno scorrendo inesorabili.
La Salernitana l’avrebbero potuta salvare solo persone per cui la passione granata batte per davvero, e non gente con il portafogli al posto del cuore; quindi paradossalmente la nostra sopravvivenza era legata ai calciatori, i primi ed i più esposti alla crisi societaria. Sul campo però non si è notato nulla di tutto ciò, uniti e motivati per la maglia granata, per la città, per quei 3000 di sempre che poi sono diventati 5000 con l’Alessandria, 7000 col Gubbio, 17000 e poi 26000… Li hanno portati loro, citofonando alla passione granata sopita da tempo nei cuori dei nostri concittadini.
A questi eroi sento di dire un grandissimo grazie perchè ci hanno fatto vivere una favola, di quelle che a Salerno fanno sì che giocatori sconosciuti all’Italia siano idoli all’ombra del castello.
E nessun rimpianto se non ce l’hanno fatta, perchè loro , con mister Breda e Nicola Salerno hanno dato il mille x cento.
Ma, dicevo, i titoli di coda scorrono inesorabili e i buoni del film finiscono qui. Direttore, mi permetta di esaminare i fatti depurandoli da quel chicchericcio che poi concretamente non ha portato a nulla, ma solo tanta illusione e false speranze. Le trattative con Calà, Casale, Cesarano e chissà chi altri si sono esaurite in un nulla di fatto e gli attori, i responsabili di questo disastro sono noti:
- L’ATTORE PROTAGONISTA: IL PRESIDENTE. Impreparato, inadeguato, goffo e maldestro. Una tale mole debitoria NON si può accumulare neanche in 20 anni di calcio (sebbene sia un settore al passivo). Ma quel che colpisce è l’incapacità di fare qualcosa per rimediare ai propri errori, facendone altri sempre nuovi. Nicola Salerno ha dimostrato di poter fare 3 sessioni di calciomercato senza 1 euro, Lombardi non ne capiva di pallone e mai ne capirà, preferendo delegare ad altri e mettendo nelle mani di procuratori senza scrupoli il 100% della gestione della squadra, ingaggi compresi.
- LA REGIA CHE MUOVE I FILI: i fantastici ds targati GEA, Fabiani, Acri, Zavaglia, Perinetti e compagnia bella. A Salerno Fabiani è osannato da molti; io ritengo che con i soldi investiti per vincere quel campionato di C si poteva allestire una squadra per puntare alla serie A. Se solo si fossero voluti investire in maniera intelligente. Portata la squadra in B, si è notato che c’era un presidente che dava carta bianca e ci si è inseriti sulla intensa tratta Siena - Bari (ancora oggi attivissima) prendendo campioni di bocce come Caputo e facendo contratti di 3-4 anni (in serie A li fanno solo i top team) a 30enni di dubbie prospettive.
- LO SFASCIO NASCE DA QUI, E PROSEGUE COL PERIODO ACRI- CARI. Con colpi degni di Oronzo Canà come Machado e Cozza. Infatti la potenza della Gea si è vista quando hanno tirato fuori dal calderone pronto ad esplodere il loro assistito più protetto, Pestrin.
- IL MERCENARIO: PESTRIN, mai un abbraccio coi compagni, un sorriso in campo, nessun feeling coi tifosi, tanta arroganza e tantissimi cartellini rossi in momenti decisivi. I piedi.. beh quelli li hanno visti solo a Cesena 10 anni fa, qui c’erano solo 2 pezzi di legno.
- I VENDITORI DI FUMO, LO SCHIAVO detto anche “mister cauto ottimismo”, che ci assicurava e SANGES tirato in ballo suo malgrado e che si è mangiato una credibilità costruita in anni di onesto lavoro.
- L’INGERENZA DEL PAPA: DE LUCA, che parla di serie D come se fosse la Coppa Italia e pronto a mettere in mano un giocattolo che non è suo (nè delle sue origini) al prossimo “imprenditore senza portafogli” come se fosse un’edizione del Giffoni Film Festival.
- LA MALAVITA ORGANIZZATA: LA LEGA con il capo Macalli e i gangster in giacchetta nera che a fischietto spianato hanno scortato il Verona in serie B.
- i BUFFONI DI CORTE: I GIORNALAI delle tv locali, più attenti allo scoop e alle lotte in famiglia per l’audience (E PER CHI PORTA PIU’ FORTUNA) piuttosto che alle sorti della Salernitana. La vera informazione anche in questo caso è su internet. Ringrazio Granatissimi per avermi dato un’alternativa valida e spazio per le mie opinioni.
- LA VITTIMA : I TIFOSI DI QUESTA CITTA’, CHE DOPO ANNI DI BUGIE E PRESE IN GIRO DOVRANNO SOPPORTARE LA VERGOGNA DEL DILETTANTISMO, GLI SFOTTO’ DI UNA REGIONE E speriamo di no, i proclami di un nuovo mister gel.
- L’ARABA FENICE : LA NOSTRA SALERNITANA, GRANATA E COL CAVALLUCCIO CON I SUOI 92 ANNI DI STORIA…

One Response to “Ci scrive un tifoso: un film con tanti attori protagonisti”

  1. quoto a un miliardo per cento!mi è piaciuto anche e sprt su quella puttana di pestrin!