Il pareggio a Marino deve rimanere solo un mezzo passo falso. A Fiuggi fino a sabato
Il Salerno Calcio non va oltre il pareggio al “Domenico Fiore” di Marino e subito qualcuno grida allo scandalo, dimenticando che non esistono partite facili, che Nicodemo e compagni sono ancora un po’ indietro con la condizione fisica, avendo iniziato con ritardo, ma che soprattutto ci sono anche gli avversari. Sicuramente è stato commesso qualche errore da parte dell’allenatore e della squadra, ma è altrettanto lapalissiano che goals come quello subito al 90°, debbano essere evitati tassativamente nel prosieguo del campionato, magari quando il tutto sarà amalgamato alla perfezione e non ci saranno perniciose incomprensioni, vedi la non repentina sostituzione di Avagliano.
Un pareggio tutto sommato giusto in quanto la squadra di casa ha dimostrato buone individualità, in primis l’ex Fanasca che ha messo spesso in difficoltà i centrocampisti salernitani con i suoi continui spostamenti e senza dare alcun punto di riferimento, ma soprattutto la compagine laziale la messo in evidenza un buon apparato di gioco che sicuramente la porterà molto in lato in classifica.
Di contro mister Perrone, oltre ad affidarsi al lavoro incessante del preparatore atletico, deve scegliere un modulo di gioco che possa esaltare le grandi doti dei vari Nicodemo, Biancolino, Polani, Mounard, Calori, Caputo, che sicuramente sono solo in prestito, si spera per un anno, in questa categoria, ovviamente ci vorrà il tempo necessario per poter dare alla squadra quella consapevolezza dei propri mezzi, che poi sono eccelsi e che dovrebbero consentire a fine anno il primo salto di categoria.
Questo pareggio, inoltre, chiarisce le idee a quanti avevano creduto che il Salerno Calcio avrebbe ammazzato il campionato sin dalle prime battute, invece è bastata una squadra coriacea e, si badi bene, di categoria, per mettere in difficoltà Perrone ed i suoi ragazzi, che poi Biancolino tocchi un solo pallone e lo metta nel sacco, ebbene questo fa parte della reale consistenza della rosa che il duo Lotito - Mezzaroma abbia messo a disposizione del trainer salernitano.
Va da sé, infine, che fermarsi a piangere sul latte versato non faccia parte del dna di Mounard e compagni, infatti già si pensa alla prossima gara ed al modo come far dimenticare questi non esaltanti 90 minuti in terra laziale, e mai come in questa occasione il capolista Selargius giunge proprio a puntino per dimostrare a se stessi , ma soprattutto alla torcida salernitana, che non esistono avversari che questa squadra non possa battere, allora avanti tutta con la preparazione settimanale e domenica all’Arechi tornare ad ammirare un Salerno Calcio che può e deve dimostrare di essere il candidato numero uno alla vittoria finale, tutto il resto rappresenta il solito pour parler che è poi l’essenza del calcio, ma che purtroppo non “fa classifica”.