Ottimi, buoni, cattivi e pessimi del 2011: 1ª parte

nicola-salerno-e-roberto-bredaVa agli archivi il 2011, uno degli anni più intensi e colmi di eventi della storia calcistica Salernitana; dodici mesi che a volerli riassumere tutti ne richiederebbero un tredicesimo. Sarà ricordato come l’anno del secondo fallimento, della fine dell’era Lombardi e dell’approdo di Mezzaroma e Lotito, la solidità unita all’oculatezza e alla concretezza, in una piazza in cui miliardi sono stati buttati nel cassonetto per incapacità gestionali o scelleratezza. Ma il 2011 è anche un anno che, provando a trascurare ciò che trascurabile non è, sul piano tecnico si inserisce tra i migliori di sempre del calcio cittadino, con le due squadre (Salernitana e la provvisoria Salerno Calcio) protagoniste di due mezze stagioni di altissimo profilo. Cumulando il cammino delle due compagini, scopriamo che il 2011 ha portato in dote 22 vittorie (12 Salernitana, 10 Salerno), 12 pareggi (5 e 7) e 3 sconfitte, ovvero le due di Verona e quella di La Spezia, con lo stadio Arechi rimasto inviolato per tutto l’anno solare, dal poker del Sorrento che costò un lungo stop ad alcuni giocatori, i famosi “senatori”.

La nostra rivisitazione del 2011 avviene allora attraverso una serie di istantanee, un rullino da 24 scatti con annessa valutazione, per vedere se è vero o no che “Salerno non dimentica” .

Voto 10: allo zoccolo duro del tifo Salernitano, non è demagogia, ma un dato di fatto. Il voto si giustifica col fatto che oltre il 10 non si può andare e di più non si può chiedere ai 1650 della gara col Sudtirol (la prima dell’anno) e ai 3000 col Fidene (ultima all’Arechi), per non dimenticare i 15 di Villacidro, i 600 di Pomezia: spesso stiamo parlando degli stessi irriducibili ragazzi che con tutte le delusioni della storia recente ed una crisi economica mondiale in atto non fanno mai mancare il loro apporto alla causa. Resta un interrogativo che sveleremo più avanti, sul perché nel confronto tra Sudtirol e Fidene, contiamo il doppio del pubblico in serie D e senza logo, colori e denominazione rispetto alla vera Salernitana in una terza serie bistrattata che solo oggi rivalutiamo.

Voto 9 ½: al gruppo di giocatori e uomini dell’ultima Salernitana; senza stipendi la prima cosa che viene a mancare di solito è l’impegno o l’attaccamento alla maglia e di conseguenza i risultati. Non per loro: esempio rarissimo di amore verso una città ed una tifoseria che non li dimenticherà mai e che si è innamorata nel leggere gli striscioni di risposta che gli stessi calciatori rivolgevano alla curva. Mesi difficili in cui la favola sul rettangolo verde era la piacevole ricreazione tra un guaio societario e l’altro, la cavalcata verso la B è stata fermata solo dall’unico punto debole che quella compagine aveva: la società (e pensare che non scende in campo). Ma come al solito Salerno riesce a distinguersi e siamo rammaricati nel leggere di qualche tifoso che accusa quei giocatori di non aver messo in mora la società nella scorsa primavera permettendo così un più rapido recupero dei segni distintivi (secondo la giurisprudenza fai da te). Magari stiamo parlando dello stesso tifoso che se l’avessero fatto per davvero li avrebbe definiti “mercenari”,  ma evidentemente il mezzo punto che divide questi giocatori dal 10 non è motivato dall’obiettivo serie B sfumato di un gol, ma perché non hanno doti da veggenti tali da saper prevedere il futuro. A proposito di futuro, ricordiamo che a distanza di 6 mesi dalla loro ultima partita non hanno ancora visto un euro.

Voto 9: a Nicola Salerno e Roberto Breda, angeli custode della Salernitana e uniche facce amiche dei tifosi in grado di salvare la propria e di fare il bene dei granata fino alla fine. Anche per loro si è trattato di puro “volontariato”, con il primo impegnato in un mercato senza portafoglio ed il secondo costretto a mettere mano al suo per le spese che la società non riusciva ad onorare e strettamente incombenti. Figure che riappacificano gli appassionati ad un calcio ormai pieno zeppo di “cialtroni” e personaggi che se le cose venissero fatte a regola d’arte, potrebbero ambire al massimo a fare i magazzinieri, eppure sparirebbero migliaia di palloni. Per Breda, vale lo stesso discorso della squadra: gli è stato rimproverato di non essere rimasto a Salerno anche in Serie D. Per la serie: “Perle ai porci”. Vai mister, ci incontreremo di nuovo quando sarà il momento, però.

Voto 8½: agli Iannarilli e Polani di quest’anno ed ai loro predecessori di una stagione fa Montervino, Polito, Tricarico e Peccarisi. Anche qui Salerno è stata fortunata a trovare uomini che non hanno minato l’unione dello spogliatoio e non hanno fatto mancare il loro apporto quando sono stati chiamati in causa. Considerando che ogni settimana per 90 minuti di partita ce ne sono 1200 di allenamento, l’unione del gruppo è elemento fondamentale per fare bene. Sicuramente sul loro contributo tecnico i voti tenderanno a non essere così generosi, ma intanto come professionisti gli si può rimproverare ben poco.

Voto 8: alla prima parte di questa stagione del Salerno Calcio ed ai giocatori che hanno raccolto il titolo di “campione d’inverno”. I vari Biancolino, Mounard, Caputo, Montervino, ma anche i più giovani Proia, Giacinti, Puglisi hanno affrontato con lo giusto spirito il dilettantismo e dato una grossa mano a rendere più vicino il traguardo Lega Pro in tempi rapidi, cosa che altrove sta diventando un’impresa lunga e impossibile.

Continua con la seconda parte domani.

6 Responses to “Ottimi, buoni, cattivi e pessimi del 2011: 1ª parte”

  1. TAGLIO A CORTO: VOTO: zero assoluto per LOMBARDI…….LA VERGOGNA CHE HAI RIVERSATO SU DI NOI TE LA PORTERAI DIETRO PER TUTTA LA VITA E DENTRO LA FOSSA!!!!!! LOMBARDI COME MANDORLINI….SALERNO NON DIMENTICA.

    VERONA TI ODIO - MANDORLINI SALERNO NON DIMENTICA

  2. Azz zero… -1

  3. Nicola Salerno dieci con lode!!!!!!!!!!

  4. Davvero Iannarilli si è comportato da vero signore. Breda, Salerno ed i ragazzi dell’anno scorso meritano 11 !!!

  5. [...] QUI per la 1^ [...]

  6. Tanti Auguri di Felice 2012 all’intera encomiabile squadra della scorsa stagione, mister Breda e ds Salerno in testa, a tutti i calciatori presenti e passati, ai protagonisti e ai preziosissimi comprimari, all’inimitabile tifoseria granata.