Attacco mobile e Giacinti-express. 13 punti di sutura per Sestito
Vittoria con giallo regolamentare quella del Salerno Calcio contro il Sora di Castiello e piacevole ritorno ai 6 punti in 2 gare di fila che mancavano dall’accoppiata 12ª - 13ª giornata. Un successo ottenuto con una bella manovra corale che ha liberato al tiro vincente Gustavo, che si è ripetuto dopo il match point di Selargius. Miglioramenti sul piano della circolazione palla e sulla cattiveria agonistica ci sono stati, anche se il primo tempo ha regalato lunghi sbadigli soprattutto per colpa di un Sora guardingo e chiuso a riccio che ha addormentato i ritmi. Al Salerno il merito di aver scardinato la miglior difesa della quinta serie, sbloccando uno 0-0 che è stato obiettivo di partenza del laziali, anche nelle dichiarazioni del proprio tecnico a fine partita.
Buona partita per Gustavo, i cui piedi buoni hanno favorito un frequente dialogo rasoterra tra le tre punte. Di Gustavo piace la mobilità e la corsa, mentre non scopriamo oggi la sua capacità di dare del tu al pallone; freddo e lucido in occasione del gol, si è adeguato alla meno peggio sui cross alti che inspiegabilmente fioccavano proprio oggi che De Cesare e Biancolino erano squalificati e Polani in panchina. Può essere che il gol di Selargius (forse perchè il primo in Italia) ha illuso tutti che il brasiliano avesse doti aeree su cui nutriamo qualche dubbio. Sospiro di sollievo nel saper che si tratta solo di crampi per lui, uscito anzitempo. Risolutore.
Caputo si è trovato a suo agio tra le linee del Sora e ha cercato dialoghi di pregevole fattura con i compagni non riusciti non per colpa sua. Abbiamo avuto l’impressione che siano queste le caratteristiche da valorizzare del numero 10: l’assist basso per le punte, a ripetizione, come un caricatore di munizioni. E vogliamo sperare che i battibecchi con Mounard siano parte di un desiderio di miglioramento e non frutto di incomprensioni e ostilità. Il francese da par suo, è andato assai più vicino al gol dei compagni di reparto pur essendo quello che agiva più lontano dalla porta. E’ stato il palo a dire di no al suo tiro sporcato da un difensore, mentre le sue finte continuano a disorientare le difese avversarie con costante puntualità. Manca però sempre la conclusione decisiva dopo il dribbling e anche se oggi il buon David ha iniziato a mostrare noie muscolari molto prima del cambio. Si spera che non sia l’ennesima vittima di problemi forse legati al sintetico su cui si allena la squadra in settimana. Da valutare l’entità del suo stop.
Giacinti è stato ancora una volta uno dei migliori, un’icona del calciatore modello che piace a Perrone ma che (purtroppo) si presta ad eroe nascosto con poco spazio per la gloria. Sante si è spostato dal centro-sinistra al centro-destra con la disinvoltura di un politico italiano voltabandiera, guadagnandone in puntualità e pericolosità. Avrebbe meritato il gol anche per tutti i chilometri che percorre ogni domenica e per il sudore che nella sua maglietta abbonda quotidianamente. Per un commento al Giacinti uomo spogliatoio vi rimandiamo all’intervista di Perrone.
Bene anche Montervino, furbo a beffare sbarbati colleghi con la sua esperienza e la sua dinamicità. Non ha mai sbagliato una copertura e si è concesso la classica scorribanda che infiamma l’Arechi e spacca in due le difese; peccato che da quell’azione sia nato solo un palo, ma con lui a centrocampo, la squadra soffre di meno. Più forte dell’influenza, arcigno.
Sbaccanti ha mostrato piccoli segnali di miglioramento, perfezionati dalla sua intervista in cui candidamente ammette di non essere un regista. Leggere: “moderare le critiche sull’educazione dei miei lanci perchè in dodici anni di carriera ho fatto tutt’altro”. Ed in effetti come incontrista il numero 6 oggi non è dispiaciuto, recuperando alcuni palloni preziosi con una discreta puntualità. In un centrocampo a tre però saper condurre entrambe le fasi diventa decisivo e se proprio non si vuole pretendere il lancio millimetrico, bisogna saper cambiare marcia con palloni precisi ai compagni più defilati.
Calori ha migliorato le ultime prestazioni in fase offensiva, mentre sulla sua fascia nel primo tempo si è fatto di frequente scappare Parasmo, il più pericoloso dei bianconeri. Precisi i suoi cross per Gustavo, da riproporre con la stessa frequenza quando torneranno le punte in campo.
Chirieletti si è visto poco, ma non è andato male. Con il sorano Cardillo la sfida si è conclusa 0-0 ed i due si sono annullati a vicenda. L’importante in questi casi è contenere; con Mounard sulla stessa catena, la fase di sovrapposizione può attendere.
Coppia centrale poco sollecitata, anche se sorpresa in occasione del colpo di testa di Parasmo, che ha bruciato Puglisi proprio come fece Angelilli del Marino. Giubilato ed il giovane ex Vicenza hanno tuttavia impedito di sfondare per vie centrali e la sufficienza è piena anche se al cospetto c’era il peggior attacco del girone.
Bene Sestito, chiamato in causa soprattutto per cross e traversoni alti. Grossi interventi non ne ha fatti (a differenza del collega De Robertis) anche se Castiello sostiene l’esatto contrario. Sfortunato e decisivo nel contrasto con Fankà che gli ha procurato una ferita lacero-contusa curata in ospedale con 13 punti di sutura. Per fortuna la TAC ha escluso altre complicazioni, mentre per quelle regolamentari sarà costretto a farsele raccontare dai compagni. Lucido anche Iannarilli che ha risposto presente sui cross giunti in area nei minuti di recupero.
Molto mobile anche Piciollo che ha tenuto i palloni lontani dalla metà campo con freschezza atletica e testa alta, mentre Polani è entrato per fare reparto da solo con la squadra in inferiorità numerica.
Voto 7 a Danilo Pagni e all’idea del cambio Caputo-Iannarilli che ha evitato l’infrazione del regolamento. Competenza che porta punti in classifica come se si trattasse di un gol allo scadere.














Complimenti sig. Ziliani per le sue pagelle. Per quanto riguarda Sbaccanti probabilmente non è stato granchè aiutato nè dalle prestazioni d’esordio non eccelse, nè dall’accoglienza un tantino ostile dei tifosi salernitani, nè da un ambientamento a livello di gruppo presumibilmente non ancora sufficiente, però da lui, interdizione a parte, è lecito aspettarsi qualcosa in più dell’appoggio alla retroguardia o del passaggino al compagno più vicino che lo liberi da qualsiasi responsabilità; per Valentino possono valere tutte le attenuanti possibili, però, non è accettabile che in quanto a personalità, letteralmente scompaia a confronto del suo meraviglioso compagno di reparto appena diciottenne. Forza Valentino, alcuni tifosi salernitani ti hanno probabilmente giudicato (non conoscendoti) frettolosamente, tanti altri aspettano con ansia che tu faccia vedere chi sei.
Essendo stata piuttosto critica con Caputo nei commenti delle scorse giornate, oggi, per correttezza, devo ammettere che non mi è dispiaciuto affatto…se stessimo parlando di un qualunque calciatore, ci si potrebbe pure accontentare.
Grazie Katia, ormai il mio cognome è passato dalla A di Adinolfi alla Z!
Caputo ogni volta risente del suo enorme potenziale nei giudizi, è vero, lui è il primo a saperlo. Però quando la squadra gioca palla a terra ha delle idee e degli spunti che in serie D non ti fa vedere nessuno.
Sono d’accordo con l’incoraggiamento a Sbaccanti. A Salerno se sbagli le prime 2 partite vieni marchiato a fuoco e per recuperare consensi ci vuole una faticaccia (tipo un gol a partita fino a giugno).