Da Guidonia il Salerno inizia a costruire la sua ipoteca

I tifosi granata a Genzano (foto Catamari)
Riparte da Guidonia il viaggio verso il tanto agognato ritorno al professionismo del Salerno Calcio, chiamato a ripetere i risultati di un raggiante 2011 (sul campo), anno che però ha segnato il fallimento e la ripartenza dagli inferi calcistici. Si riparte da una trasferta: il Salerno fuori casa ha totalizzato 4 vittorie e 4 pareggi e ha dimostrato anche a Pomezia di saper vestire i panni della provinciale e di badare al sodo, nonostante la bocca buona del proprio pubblico preferisca un team sempre votato all’attacco. Quest’anno (ma senza Riforma crediamo anche l’anno prossimo) va così, i risultati sono talmente imprescindibili da non lasciar spazio a tutto ciò che non è strettamente necessario, bel gioco compreso. Il Palestrina è una squadra ben diversa da quella spaesata che fece capolino all’Arechi in una calda domenica di fine estate; anche per gli arancio-verdi si trattava di un esordio e passare dall’Eccellenza laziale allo stadio più caldo della serie D fu un salto troppo ampio e ne fu pagato lo scotto. Anche perché quella formazione fu protagonista di un avvio lentissimo e solo la parentesi Ferretti ha saputo dare una mentalità vincente ai laziali accendendo un motore che non si è più fermato da allora. Il Palestrina non va sottovalutato perché ha dalla sua l’entusiasmo di una squadra che non ha nulla da perdere, con dei ragazzi attualmente privi anche di qualsiasi preoccupazione salvezza e vogliosi di entrare nella storia del loro club. L’età media bassissima fa sì che da diversi giorni tra i ragazzi di Carboni scorra a litri l’acquolina per il provino di 90 minuti da condurre sotto gli occhi di Pagni e Perrone, sperando che poi un giorno quel taccuino venga riaperto. Ci è andato vicino il difensore Pralini, che è stato in procinto di essere ingaggiato dal Salerno.
Perrone sa bene che il titolo di campione d’inverno non garantisce nessun beneficio o bonus sul campo, né tantomeno intende spenderlo come scudo per le interviste in caso di mancato successo; anche Pagni ha mostrato atteggiamento da massima serie quando ha rifiutato le domande sul turno importante (il Marino) perché prima c’è la partita più immediata (il Palestrina). Inizia un mese che il mister ha già definito “decisivo” perché da settimane ha segnato in rosso le prime 5-6 partite del girone di ritorno, su tutte le trasferte di Selargius e Arzachena. Da questo mini-ciclo in cui c’è anche lo scontro diretto col Marino, verrà fuori l’ipoteca o meno sulla vittoria finale del campionato, perché in caso di buon esito il cammino fino a maggio sarebbe in discesa e solo allora saranno ammesse voci di giubilo e programmi concreti per la stagione successiva. Anche a Guidonia il Salerno sarà scortato da centinaia di tifosi, anche se il dato sulle prevendite è minimo rispetto ai precedenti stagionali nel Lazio; il dibattito è aperto, ma una cosa è certa: a Salerno non c’è il legame tra posizione in classifica (e quindi risultati) e pubblico. Un discorso sui generis che forse si allaccia a quello ribadito all’ossesso dal primo cittadino: in città troppi hanno dato per scontato un primo posto che in realtà ha comportato sudore e fatica e non è certamente arrivato per grazia ricevuta o per una questione di prestigio.
Quello che non sembra cambiato rispetto agli ultimi anni è lo spazio che inevitabilmente le vicende extracalcistiche si ritagliano (e si ritaglieranno) nelle cronache sportive: il protagonista è sempre lo stesso, quel Lombardi che si sta ritrovando al centro di molteplici e variegati guai giudiziari che hanno come unico comune denominatore la Salernitana. Le accuse (non si equivochi, si tratta al momento solo di accuse) mostrano come il fattore calcistico sia diventato secondario se non addirittura trascurabile, perché le attenzioni principali erano su vicende contrattuali ed economiche (vedi Molinaro, Caputo, Stendardo, Di Napoli) che forse sono la vera essenza della infelice espressione “partita invisibile”, che solo ora stiamo iniziando a vedere anche noi. Nonostante rappresenti il passato, Lombardi è riuscito nell’ardua (per non dire impossibile) impresa di mettere d’accordo tutte le correnti di pensiero del tifo salernitano: non averlo più come presidente è una liberazione, il cui prezzo da pagare è però stato altissimo.














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:D grazie e FORZA SALERNITANA!
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mmm XL non vá…sono piú piccino ihihih cmq grazie mille zanzara :D e dá indossare per al primavera qui a Lisbona :D cosi inziamo a farci conoscere anche qui ;) giá i miei amici vogliono la sciarpetta :D
Figurati Lisbona…
è il tuo cuore granata ad essere XXL..
Spargiamo il verbo Salernitana per il mondo…
Io ho sempre con me una sciarpetta e la piazzo ovunque…
anche io :) con annessa bandiera :D hai proprio ragione… il mio cuore é granata XXXXXXXXXXXXXL!
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