Troppe espulsioni, basta isterismi!
La ripresa contro il Selargius, squadra mediocre che rischiava di far bella figura contro il Salerno calcio, ci offre il fianco per alcune considerazioni su una squadra, quella di Perrone, apparsa certamente non al top in questa prima fase del girone di ritorno. La vittoria contro i sardi è la giusta conclusione, speriamo, di un periodo nero che ha portato il Marino ad un passo dal raggiungere la vetta. E conti alla mano va anche detto che se la squadra laziale non avesse ciccato contro il Pomigliano, in casa, e avesse battuto il Palestrina in trasferta poteva stare al comando con due punti di vantaggio. Questo non si è avverato, per fortuna, ed ora il Marino insegue a tre punti.
Ma ciò che preme di più in questa seconda fase della stagione, quella decisiva, è il raggiungimento di quella promozione che è quasi dietro l’angolo. Ma vanno smussati tanti punti negativi. Innanzitutto ci deve essere univocità di intenti tra il direttore generale e lo staff tecnico. Non è spiegabile come mai la massima espressione della società (Pagni) non ha seguito la squadra in Sardegna. Non conosciamo i motivi, saranno senz’altro validi ma in questa fase delicata della stagione tutti i tasselli devono essere al loro posto. Non si possono spostare con disinvoltura magari vanificando quanto di buono è stato fatto.
E poi bisogna catechizzare a dovere i senatori. L’espulsione di De Cesare, prima e di Biancolino sabato scorso rappresentano la punta di un iceberg che non è nella logica delle cose. Ma come, due calciatori con tanta esperienza, che cadono nel tranello di ragazzotti inesperti delle altre squadre? Peccato davvero perchè la univocità di intenti della quale parlavamo è proprio questa. Parlare tutti allo stesso modo. Basta con gli isterismi e soprattutto con atteggiamenti che non fanno altro che danneggiare squadra e società. Non ci rendiamo conto come la stessa società non prenda provvedimenti contro questi calciatori. Con multe salate certamente non assisteremmo a certe cose. Bisogna solo meditare un po’, voltarsi dall’altra parte se qualche avversario ti provoca. Solo così potrà essere raggiunto il traguardo che tutti si sono prefissati alla vigilia di questo campionato.














