Com’è difficile fare l’allenatore a Salerno!

0-8Tanti hanno scritto pagine indelebili della storia della fu Salernitana, tanti i nomi illustri che hanno occupato in veste di allenatore la panchina ed hanno lavorato duro facendo allenare per ore ed ore con abnegazione e sacrificio i beniamini dei tifosi granata. Tanti sono stati i tecnici che hanno creduto fortemente nel progetto che è stato loro affidato, a partire dal principio allorquando l’”Unione Sportiva Salernitana”presieduta da Adalgisio Onesti scelse per la panchina l’emergente Schiavone, per poi passare negli anni a nomi illustri e meno, ma che appartengono alla ultra novantennale storia della compagine granata. Da Viani ad Ansaloni, da Rossi a Colomba, passando per Zemanlandia:epoche,personalità e carriere differenti, accomunate dalla reciproca volontà di far bene in una piazza particolarmente esigente e che raramente ha impresso nel proprio cuore il nome di un allenatore, cui figura è sempre stata per antonomasia la più debole ed esposta a critiche talvolta ingenerose.

Difficile davvero fare l’allenatore a Salerno,un’impresa se si considera che negli ultimi 18 anni solo Rossi,Colomba, Zeman, Pioli e Breda sono riusciti a guidare la squadra dalla prima all’ultima giornata senza subire l’onta dell’esonero che, al contrario, ha colpito inesorabilmente tutti gli altri colleghi. Come dimenticare l’incredibile ritorno di Cadregari in luogo di Cagni dopo il pareggio di Monza,con l’esperto tecnico richiamato appena 7 giorni più tardi complice l’umiliante 1-3 casalingo contro il Savoia?Ed ancora:l’esonero bis di Rossi in serie A(a lui spetta lo scettro di allenatore più amato e vincente della storia,sebbene sia lecito chiedersi dove sarebbe oggi la Salernitana senza i suoi errori in massima serie), i subentri in corsa di Brini(che traghettò i granata alla promozione in B nel 2007-08, guidò la squadra alla salvezza l’anno successivo, ma fu esonerato dopo 5 giornate nel 2009-10)e “la sporca dozzina di Varrella” che collezionò un’amara retrocessione dopo l’interregno infelice targato Zeman.

Salernitana o Salerno Calcio non fa differenza, perchè anche quest’anno, con una squadra in vetta alla classifica ormai da ottobre e capace di collezionare 18 risultati utili consecutivi risultando, nel contempo,miglior attacco e seconda miglior difesa,Carlo Perrone,allenatore scelto da Lotito e Mezzaroma per guidare un ambizioso progetto di rinascita per il calcio salernitano,è finito spesso sul banco degli imputati al punto che la tifoseria,all’indomani del pareggio interno col Budoni,ne chiese espressamente l’esonero manifestando il proprio scontento all’esterno della tribuna dell’Arechi.

Lo stesso destino che toccò ad Andrea Agostinelli,blindato da un biennale sotto l’egida Fabiani e silurato senza troppi rimpianti dopo la sconfitta Taranto per 4-2:nessun grazie e tanti saluti malgrado un primo posto incontrastato e 4 punti di vantaggio sulla seconda. Quest’anno,al contrario,la dirigenza blaugranata ha difeso a spada tratta l’operato del proprio allenatore perchè i numeri(e nel calcio ormai contano solo quelli)sono tutti dalla parte del trainer laziale,scaricato da Pagni dopo la sconfitta di Sora col Marino,ma rimasto in sella a scapito dei numerosi denigratori.

Carlo Perrone nasce a Roma nel ‘60.Cresciuto nel settore giovanile della Lazio, disputa cinque stagioni con la maglia biancoceleste intervallate da una non felice annata con la Roma. Si trasferisce successivamente all’Ascoli per poi chiudere la carriera, dopo un anno con il Lecce, con la casacca dell’Avellino. Inizia la sua carriera di allenatore per le serie dilettantistiche(vincendo un campionato)ed ora è sulla panchina del Salerno Calcio,continuità della Salernitana, ma che di essa non ne porta colori, simboli e denominazione sociale.La compagine, che attualmente è definita blaugranata, sin dall’esordio nel campionato di quinta serie(torneo che per la prima volta in 92 anni di Storia si trova a disputare), ha puntato tutto su  ”un grande uomo ed un ottimo professionista in grado di gestire lo spogliatoio e di trainare la sua squadra fuori dall’inferno della D”così come la società  targata Lotito-Mezzaroma amò definirlo sin dalla presentazione ufficiale alla stampa ed alla città dello scorso 5 agosto.

Sulla carta incontestabile per la posizione in cui si trova il Salerno Calcio, primo da solo in classifica se si considera la vittoria sul Sora che momentaneamente è congelata fino a data da definirsi, ma accusato per le prestazioni spesso deludenti della squadra, per la gestione dei cambi e per lo scarso feeling instaurato  con la tifoseria(la più numerosa dalla serie C in giù, e  anche poco al di sotto di compagini di cadetteria e massima serie), Perrone è stato in più occasioni bacchettato e criticato,complice anche un carattere schivo ed apparentemente freddo poco consono ad una piazza, al contrario, calorosa come poche in Italia.”Non saluto mai la curva perchè loro difficilmente salutano me” il commento ironico del tecnico circa l’atteggiamento ostruzionistico ostentato nei confronti della tifoseria,ma ,che piaccia o no, anche Perrone fa parte di diritto della storia del calcio salernitano ed, a campionato finito,il suo nome sarà accostato ad un grande successo. E proprio perchè nello sport contano i numeri ed i risultati non si potrà non riconoscerne, a mente fredda e promozione avvenuta, qualche indiscutibile merito e la capacità di aver resistito dalla prima all’ultima giornata in un clima di grande ostilità. Anche questo è un piccolo record.

11 Responses to “Com’è difficile fare l’allenatore a Salerno!”

  1. non saluta una curva? ma quale curva… i resti di una curva che ritornerà tale (si spera) solo col ritorno di colori e donominazione, per ora perrone stesso è al livello della curva…men che mediocri entrambi, ma mentre noi abbiamo una giustifica per i soliti motivi famosi questo “allenatore” non ne ha…

  2. ottimo articolo..non capisco tutto questo rispetto per delio rossi,la rovina della salernitana

  3. Salerno sarà pure una piazza esigente, ma chi non ha adeguate competenze avrà difficoltà a fare l’allenatore a Salerno come in qualsiasi altra parte del mondo!

  4. concordo con l’articolo……..a salerno è difficile fare l’allenatore perchè salerno è una piazza particolare, calda, che non perdona niente……Forse è per questo che la società ha deciso di rinunciare a questa figura!!!

  5. purtroppo a salerno si va avanti per simpatie ed antipatie..c’è stato chi,come delio rossi,ha sbagliato tantissimo eppure oggi è ricordato come “profeta”.gli si perdonerebbero anche 10 sconfitte consecutive..chi,al contrario,come pioli,con una squadra costruita per la c riuscì a farci divertire nella B più difficile degli ultimi 20 anni eppure quando andò via nessuno si strappò i capelli..concordo con il commento di “vero tifoso” e con quanto detto nell’articolo:chissà dove sarebbe oggi la salernitana senza gli errori di uno degli allenatori più sopravvalutati della storia,esonerato 7 volte in carriera e capace di vincere a salerno una finale play off 11 contro 8, perdere nel 95 una promozione pareggiando in casa contro la lucchese senza obiettivi,vincere nel 98 con uno squadrone ed una B scarsa e retrocedere dalla A con una squadra da coppa uefa..maledetta scrivania,se fosse saltato a gennaio con oddo ci saremmo salvati alla grande..io ricordo volentieri anche brini,brava persona e preparatissimo per la c, e colomba:un signore

  6. Eppure il gioco espresso ai tempi di Delio Rossi oggi viene rimpianto da non so quante migliaia di persone.
    Rispetto le vostre opinioni ma non so quando ci ricapiterà di andare allo stadio, assistere a partite come quelle che solo il signor Rossi e i suoi giocatori ci hanno fatto vedere e uscire comunque soddisfatti e contenti per lo spettacolo al quale abbiamo assistito.
    I tifosi applaudivano anche le sconfitte e questo a Salerno non è mai successo.
    Saluti a tutti

  7. come e’ difficile allenare!!!!!!!!!!!!

  8. verotifoso VERGOGNATI… E NON AGGIUNGO ALTRO, PER NON ESSERE CENSURATO O ADDIRITTURA DENUNCIATO!!!!!!!!!

  9. SALVATORE….RICORDATI QUALCHE SCONFITTA E DIMENTICA TUTTI I SUCCESSI…..COMPLIMENTI…..DELIO ROSSI SINDACO DI SALERNO!…ANZI ALLA PROVINCIA!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. per me retrocedere dalla A con quella squadra è vergognoso..a torino con 3 punte,chianese in campo e di michele fuori..xkè con la medesima squadra un allenatore mediocre come oddo fece più punti di lui in sole 8 partite?che ha vinto sto rossi in carriera se non due campionati a salerno ed una coppa italia con la lazio che la giocò in casa contro una modesta sampdoria battuta solo ai rigori?

  11. è vero che in passato è stato piu difficile allenare qui a salerno .IN questa stagione invece penso che qualsiasi allenatore nn sarebbe mai stato esonerato visto che la dirigenza nn la fatto tenendo ancora in sella un incompetente in tutti i sensi, mi riferisco in campo calcistico come perrone