Tedesco: “Il mancato approdo a Salerno non è dipeso dalla mia volontà. Il vostro tifo è unico”

Greco, Di Vaio e Giacomo Tedesco esultano. A lato Galeoto, sullo sfondo Tosto e Breda (fonte internet)
Quello del centrocampo è sicuramente il reparto più delicato del Salerno Calcio, che ha mostrato di soffrire parecchio in quella zona del campo nonostante le positive sorprese di elementi giovanissimi e sconosciuti a settembre. Le difficoltà sono arrivate innanzitutto da un punto di vista numerico, in seguito agli infortuni di Nicodemo prima, di Sbaccanti e Carletti poi. Ma proprio a settembre si era vociferato dell’arrivo di un beniamino del pubblico salernitano, quel Giacomo Tedesco passato poi al Trapani, in Prima Divisione, dove adesso è protagonista del primato dei siciliani che contro ogni pronostico guidano la classifica e viaggiano spediti verso la Serie B. Un peccato mortale alla luce dei fatti che parlano di un giocatore integro e validissimo e capace di fare la differenza in due categorie superiori rispetto alla Serie D dove lo stesso Tedesco sarebbe stato felice di scendere, come rivela nel corso di una prestigiosissima puntata di Effetto Sport: “La volontà di Giacomo c’è sempre stata; io avevo un sogno ed era quello di chiudere la carriera a Salerno, perché mi ha lasciato un ricordo indimenticabile. Quest’anno ho avuto un contatto con il Direttore Sportivo, ma poi non si è concretizzato. Per venire in Serie D ci volevano delle garanzie, ma non c’erano quelle che Giacomo voleva ma in futuro spero che il treno ripassi perché a Salerno ho tante amicizie e ricordi bellissimi. Quando avevo litigato con la Reggina a settembre avevo scelto Salerno però poi non si è fatto nulla e ho accettato la sfida di Trapani.” Il suo contributo a Trapani è tangibile: “Io metto a disposizione l’esperienza: a volte gioco dall’inizio, altre volte entro a gara in corso, ma l’importante è aiutare la causa della squadra”.
Sul rendimento ballerino di alcuni over del Salerno Calcio: “Mah, l’importante è che ci sia la voglia e lo spirito di confrontarsi con tutte le categorie senza presunzione. Giacomo è uno di quelli che ama cimentarsi e calarsi nei panni della categoria, lottando. A Salerno mi conoscono, lo dico per questo, io sarei venuto al volo indipendentemente dalla categoria; non pensate che snobbo Salerno solo perché sta in Serie D, anzi…“.
Giacomo si sofferma anche sul dato freddo del pubblico dell’Arechi, nonostante il primato, a differenza di quanto succede a Trapani, dove la squadra tutta la città siciliana: “Abbiamo voglia di stupire e la prima differenza è che qui tutta la rosa è composta da ragazzi siciliani, a parte un paio di sardi ed un paio di romani. La società ha puntato su gente che ha fame, giocatori sconosciuti che viene dall’Eccellenza e ha fatto tantissima gavetta prima di giungere in Prima Divisione; questa fame è necessaria per fare bene e ottenere risultati inimmaginabili. La spinta del pubblico ci aiuta tantissimo, ma i 5 mila che vengono allo stadio non si possono paragonare al pubblico di Salerno“.
Un pubblico che Giacomo Tedesco non dimenticherà mai: “Il tifo Salernitano lo paragono a quello di Genova della Sampdoria e quello della Roma; ci sono coreografie che nessuno ha ripetuto in Italia e che solo Salerno ha saputo offrire in Serie A e Serie B. Sappiamo tutti come è andata, retrocedere per un punto fa sempre male.”
Sul presente: “Io spero che con questo nuovo presidente Salerno possa tornare nelle categorie che le competono. Io sogno sempre la Salernitana, mi è rimasta nel cuore e spero di tornarci, se non da giocatore lo farò da allenatore. Ci proverò fin quando resto in attività poi andrò all’attacco nella nuova veste; c’è ancora qualche annetto di tempo perché penso di continuare ancora. Poi il Trapani ha la maglia granata, e tutti mi dicono che il granata mi dona”.
Ma questa società sembra essere allergica a tutto ciò che è (o è stato) granata e attinente alla Salernitana.














La chiusura di questo articolo mi sembra veramente fuoriluogo!Si sta facendo di tutto per portare il GRANATA in questa società e lo dimostra l’acquisto di De Cesare e il fatto che si tenti in ogni modo di avvicinare la divisa sociale ai colori che amiamo.Certe frecciate gratuite andrebbero davvero evitate.Forza Salernitana!
La conclusione dell’articolo e’ assolutamente fuori luogo…con chiaro riferimento alla questione dei simboli! Noto con dispiacere che le frecciate si stanno moltiplicando a vista d’occhio…su questo Lei non e’ affatto “striminzito” Dott. Adinolfi! :)
Gentile Dottore…al di la’ della mia battua meramente ironica (sono fatto cosi’) trovera’ nell’articolo precedente una mia risposta al sua spiegazione. SALUTI!
Purtroppo l’ultima riga di questo articolo mi ha profondamente deluso. Deluso perchè scritto da un giornalista di “granatissimi” da sempre considerato da me il miglior sito per pacatezza, obbiettività e professionalità. Mi sono, purtroppo, ricreduto. Ma a che serve scrivere questa frase, a questo punto pretestuosa, in un articolo che tratta di ben altro. Qual’è il Suo obbiettivo dr. Adinolfi?. Un famoso giornalista della Rai di una trentina di anni fa ebbe a dichiarare “Dobbiamo essere molto attenti a quanto scriviamo o diciamo in quanto se qualche commento personale o qualche nostra insinuazione dovesse colpire anche l’1% dei lettori o telespettatori abbiamo causato un danno irreparabile.” Mi dica che cosa vuole da questa società che da qualche tempo è presa da assalto da quasi tutti i suoi colleghi?. Li vogliamo mandare via? E’facile basta proseguire su questa strada. Senza rancore.
grandissimo articolo.bravo adinolfi,lei mostra onestà intellettuale e passione.a differenza dei tifosi del progetto!
poi fatemi capire:comprare de cesare e pezzottare la maglia,significa riportare la storia?state messi male…
Concordo in pieno con l’ amico Sandro
Quoto Sandro. e siamo gia’ in quatro a dissentire…magari siamo arrivati alla fatidica soglia del 1%?????? ;)
Spero che il Dott. Adinolfi possa farci capire almeno in parte le sue motivazioni.
E lo dico senza nessun intento polemico!
Saluto Doct77 e tutti gli altri lettori, sperando di non aver sollevato un polverone superiore a quelle che erano le mie reali intenzioni. Non intendevo fare nessuna polemica finalizzata a chissà quale obiettivo personale (come voleva alludere il buon Sandro a cui ricordo che ogni mia riga è motivata solo da passione e rifiuterei condizionamenti di altra natura, figuriamoci economici) ma solo evidenziare un dato che sarebbe da cronista miope ignorare: la rottura completa del Salerno Calcio con tutto ciò che aveva caratterizzato il calcio a Salerno prima. Restando concorde con tutti voi quando mi ricordate la scellerata gestione Lombardi (che mai desidero rivedere o rimpiangere), sono ancora fiducioso sul recupero della Storia Salernitana e come voi credo che la società non stia con le mani in mano. Però concorderete con me sul fatto che si poteva evitare di disperdere un patrimonio come il settore giovanile dell’ultima Salernitana che sicuramente aveva in Salerno la meta privilegiata, oltre a costituire elementi di assoluto valore (che stanno dimostrando purtroppo altrove).
Si è fatto un gran parlare dell’ultima riga dell’articolo ma non delle prime 10 che evidenziano la natura tecnica del messaggio, ossia l’esigenza di un centrocampista a causa dei numerosi infortuni sopraggiunti. Se (come siamo tutti d’accordo) dobbiamo essere fieri di una società così forte e senza problemi di budget (cosa invece frequente negli ultimi anni), non vedo quali limiti si pongono a contrattualizzare per 4 mesi un elemento che può metterci al sicuro da brutte sorprese. Purtroppo io ho il difetto di non dimenticare la prestazione domenicale per poi ricordarmene la settimana successiva e credo che se una sola compagine nel nostro girone avesse iniziato a correre.. beh forse il mancato arrivo di uno come Tedesco (che fa la differenza due categorie più su della nostra) avrebbe suscitato in qualcuno di voi lo stesso dispiacere che ha dato a me, grande estimatore del calciatore e dell’uomo Giacomino. Ma il discorso di Tedesco vale per Fava, Russo e tanti altri che per il semplice fatto di esser parte della precedente gestione non hanno avuto una chance.
Per Sandro: mi creda non ho altri obiettivi e non voglio il male della Salernitana che incito al pari di Eagle.
Per Doct77, la mia percentuale è quella dei miei lettori che non voglio influenzare ma solo informare, e magari confrontarmici come sto facendo ora.
Senza rancori e polemiche con nessuno perchè so bene che la migliore cosa che possa capitarci è ritrovare la Salernitana…
PS: Dopo aver passato mezz’ora a trovare una bella foto di Giacomo Tedesco che non fosse con maglie di altre squadre ma con quella granata vi pare che volessi deludere qualcuno?!?? :)
La ringrazio per la Sua esaustiva e pacata risposta, e mi creda quando le dico che da fedele lettore di Granatissimi e fedelissimo tifoso della Salernitana mi ha fatto enormemente piacere leggere quanto da Lei riportato questa notte. Perchè solo un VERO tifoso della Salernitana si prende la briga di scrivere una risposta all’una di notte!
Per quanto riguarda ciò cui Lei si riferisce.
Ad Agosto sono rimasto un pò stupito per il nettissimo taglio (se si eccettua il richiamo di Montervino) con la/le precedenti gestioni. Le scelte tecniche, seppure in parte discutibili (vedi, CON TUTTO IL RISPETTO, i vari Nicodemo, Sbaccanti, Perrone etc etc) sono però da accettare come tali e come tali, con tutti i grossi evidenti limiti di gioco, ci stanno portando via dalla serie D. E questo, parimenti alla mancanza di una idea tattica vera, è un dato di fatto fin’ora incontrovertibile. Siamo primi e resteremo primi! Se la Società ha pianificato una programmazione più attinente alle esigenze di Salerno a partire da una categoria superiore… ben venga! Perchè personalmente io non credo alla programmazione che parte dalla Serie D, un campionato con grossi vincoli di contrattualizzazione economica e temporale, con scarsissima visibilità mediatica: ci sarebbero voluti almeno un paio di anni prima di puntare alla promozione e Salerno questo non lo avrebbe meritato nè tantomeno tollerato-
Io non parlerei di taglio nei confronti della “Salernitana” perchè sono conscio, come Lei, che la Società attuale ha tutta l’intenzione di riportare simboli e colori a Salerno, intenzione anche di natura prettamente economica credo: il ritorno della Salernitana in ALTRE categorie che non siano questa misera Serie D porterebbe i suoi frutti anche in termini di merchandising.
Il calcio, AHIME’, è business per chi ci investe. Spero almeno che questa società si dimostri più seria della/e precedenti che forse avevano scambiato “business” con “babbà” !
Un cordialissimo saluto!
Gent.mo Dott. Adinolfi, La ringrazio per la risposta e per i Suoi chiarimenti ma.. ma.. devo rilevare che leggendo i suoi consigli circa la cose che il Salerno calcio avrebbe dovuto fare ma non ha fatto, Le ricordo che siamo primi e già questo basterebbe ad avvalorare il cammino intrapreso dalla società. Per carità è anche possibile che quanto da Lei detto avrebbe potuto portarci 10-15 punti in più, ma è altrettanto vero che potevamo stazionare a metà classifica. Io tra le due strade (se me lo consente) preferisco quella intrapresa dal Salerno calcio perchè è risultata, non a chiacchiere ma sul campo, vincente e,sempre secondo me, inattaccabile. Se, per ipotesi, il Salerno calcio avesse fatto quanto da Lei suggerito ed oggi ci trovassimo in 7-8-9 posizione ora si leggerebbe “si doveva dare un calcio al passato” “i vecchi tromboni non servono” etc.. etc.. Concludo dicendo che è solamente e unicamente la classifica a giudicare l’operato di una società, il resto è aria fritta e ad oggi la stessa ci sta sorridendo: a Lei le conclusioni. Non me ne voglia dott. Adinolfi; sempre con stima e rispetto.
questa società è allergica solo agli oneri della salernitana, gli onori tenta di prenderseli tutti e qualche volta li pretende pure.