La storia di Francesco Montervino da “Senatore” a Capitano
E’ uno dei giocatori simbolo del Salerno Calcio targato Lotito-Mezzaroma, un professionista serio distintosi da inizio stagione per attaccamento alla maglia e senso di appartenenza alla città sebbene sia tornato a calcare i campi polverosi di quinta serie dopo anni di onoratissima carriera tra serie B, serie A e qualche apparizione in Europa. Bollato come “mercenario” fino a qualche mese fa e sovente contestato dal pubblico (che giammai gli ha perdonato i trascorsi da capitano del Napoli, storico rivale, con tanto di stemma tatuato sul corpo), per Francesco Montervino il terzo anno a Salerno sta rappresentando una vera e propria rivincita sotto tutti i punti di vista al punto che proprio i tifosi, conquistati dall’amore dimostrato nei confronti della casacca blaugranata, hanno ricucito con il mediano tarantino un rapporto che, almeno fino a giugno dell’anno scorso, sembrava irrimediabilmente compromesso.
Davvero strana la storia di Francesco Montervino con la maglia della Salernitana, un’avventura iniziata a settembre 2009 allorquando il direttore sportivo dell’epoca Guglielmo Acri propose al centrocampista pugliese un ricco contratto triennale,convinto che proprio Montervino avrebbe formato assieme a Pestrin e Soligo un centrocampo di assoluto spessore per la serie B. Quella stagione, come noto, fu invece caratterizzata da un’amara retrocessione e dall’inizio di una crisi societaria senza precedenti e che, di lì a poco, avrebbe portato la Salernitana ad un inevitabile fallimento. Complice la frattura di una costola prima ed una serie di misteriosi infortuni poi, l’ex Ancona non disputò molte partite e la società non risparmiò stoccate a lui e ad altri calciatori particolarmente rappresentativi (”in tanti non si sono guadagnati gli stipendi,a fine stagione tireremo le somme e chi ha sbagliato pagherà” dichiarò l’ex patron Lombardi).
Sembrava il preludio ad un addio a fine stagione, eppure Montervino (messo in lista di sbarco da giugno senza che nessun acquirente palesasse reale interesse) partì per il ritiro di Camigliatello Silano assieme alla squadra, contestato dai tifosi durante un allenamento (in altre occasioni si era sfiorato anche il contatto fisico, addirittura Montervino denunciò qualche mese prima un’aggressione da parte di un gruppo di tifosi all’esterno della tribuna dopo l’ennesima partita persa in casa dai granata) e fuori dai piani tecnici di Breda. Ciononostante, Montervino riuscì a conquistarsi una maglia da titolare, alternando prestazioni egregie ad espulsioni assurde che troppo spesso condizionarono i risultati della squadra minando l’equilibrio di un ambiente già in fibrillazione.
Finito il girone d’andata, la società decise di mettere fuori rosa i cosiddetti “senatori”, ovvero quei calciatori legati alla Salernitana da contratti ritenuti troppo onerosi per le casse di un club in crisi economica, additando Montervino, Peccarisi e Polito come i principali responsabili dei problemi di casa granata. Vissuti tre mesi d’inferno da separato in casa, il mediano tarantino risultò invece un elemento preziosissimo prima nella cavalcata play-off, poi negli stessi spareggi promozione, costretto suo malgrado a saltare soltanto la finalissima dell’Arechi a causa di un’ingiusta squalifica. La mancata iscrizione della Salernitana sembrava aver posto fine all’avventura del calciatore a Salerno (”Una piazza del genere non meritava l’onta della D,Lombardi è il peggior presidente con il quale abbia mai lavorato e non mi ha pagato per 2 anni” tuonò all’indomani della ratifica dell’esclusione dei granata dal campionato di Prima Divisione), ma proprio nei roventi mesi estivi emersero verità sconosciute alla piazza e che permisero di rivalutare l’operato di Montervino.
Assieme ad altri compagni di squadra (su tutti Fava),proprio Montervino era venuto incontro concretamente alle esigenze della società, dapprima rinunciando a diversi emolumenti arretrati e successivamente firmando le liberatorie che permisero a Lombardi di iscrivere nel 2010 la Salernitana in Lega Pro. Svincolato di lusso fino ad agosto, il mediano pugliese fu contattato poi dal Salerno Calcio subito dopo la gara d’esordio contro il Palestrina, divenendo da subito leader indiscusso dello spogliatoio e calciatore insostituibile nello scacchiere tattico di mister Perrone,che sovente lo ha impiegato in veste di terzino sinistro. Dopo aver messo a segno 2 reti preziosissime contro Selargius ed Anziolavinio, Montervino spera ora di chiudere la stagione con l’ennesima promozione di una carriera da protagonista e che certamente non poteva vedere in Salerno l’unica tappa negativa. Magia di un calcio sempre più imprevedibile e che, nel giro di mesi, può riscrivere il finale di una storia, quella tra Montervino e la torcida granata, finalmente volta al lieto fine.














”In tanti non si sono guadagnati gli stipendi,a fine stagione tireremo le somme e chi ha sbagliato pagherà” dichiarò l’ex patron Lombardi…
A quanto pare è stata l’unica promessa che ha mantenuto quel mentecatto!!!!
CICCIO MONTERVINO GRAZIE PER TUTTO L’IMPEGNO CHE CI STAI METTENDO!!!
CICCIO MONTERVINO GRANDE UOMO - GRANDE PROFESSIONISTA!!!!
VERONA TI ODIO - MANDORLINI SALERNO NON DIMENTICA
bell’articolo,concordo su tutto
Grande Ciccio Montervino ottimo professionista e attacamento alla maglia grazie di cuore.
X jenosal: l’autore della dichiarazione “chi ha sbagliato pagherà” doveva essere senza macchia e senza peccato visto che lui, sicuramente, non ha mai pagato niente e nessuno!
conosco ciccio sia da calciatore ke di persona….da calciatore lo si può criticare lo si puo chiamare traditore x il suo passato…ma è una persona splendida….vi ribadisco il conceto mio espresso in altri post su di lui…..LAVATEVI LA BOCCA X BENE PRIMA DI PARLARE DI LUI
ora Montervino nn ti resta ke tatuarti un cavalluccio sul bicipite…xkè hai voluto con forza e determinazione entrare nella breccia dei cuori dei tifosi granata…
Massimo rispetto nei confronti di questo GRANDE professionista………complimenti sentiti…FORZA SALERNO!!!