Progetto “Salerno Granata”: intervista a Marcel Vulpis, direttore di Sporteconomy.com
Azionariato popolare, un argomento d’attualità tra le tifoserie di tutta Italia, secondo alcuni addirittura l’unica ancora di salvezza per le società di calcio in difficoltà. Granatissimi con il suo progetto “Salerno Granata” vuole coinvolgere i tifosi salernitani nell’importante iniziativa. La strada da seguire è lunga e tortuosa ma insieme tutti uniti possiamo riuscire nell’impresa.
Altre realtà calcistiche, rimanendo in ambito nazionale, si sono lanciate verso il progetto di azionariato popolare: i tifosi della Roma, del Modena, del Pisa, del Venezia, della Juve e del Torino. Ora anche i supporters della Salernitana possono ritenersi all’avanguardia grazie al progetto “Salerno Granata”.
Per approfondire l’argomento abbiamo parlato con Marcel Vulpis, direttore di Sporteconomy.com e giornalista di Sky Sport 24, che sta seguendo l’ufficio stampa di azionariato popolare per la Roma. A lui abbiamo rivolto alcune domande.
Il modello dell’azionariato popolare può avere un seguito nella città di Salerno? “Innanzitutto bisogna capire i numeri, su quanti tifosi seguono con passione la Salernitana. Ci sono quelli che vanno allo stadio e gli altri che magari preferiscono vedere la propria squadra in tv su Sky, per radio o addirittura seguendo solo gli high-lights su rai 3. Insomma è importante stabilire soprattutto il bacino di utenza“.
Il vostro intervento è solo sulla Roma o anche su altre piazze? “Si, al momento abbiamo rivolto la nostra attenzione sulla Roma. Abbiamo avuto anche contatti coi tifosi del Foggia, ma per alcune problematiche che sono sorte abbiamo rimandato il discorso a settembre“.
E’ chiaro che a Roma c’è una realtà diversa rispetto a quella di Salerno, comunque per quanto riguarda la vostra esperienza, c’ è un coinvolgimento attivo dei tifosi nell’iniziativa? “Innanzitutto bisogna fare una premessa: i tifosi della Roma sono un po’ particolari, fin quando non vedono le cose fatte restano un attimino sul chi va là. Il tema dell’azionariato popolare non si può affrontare in maniera rapida, in Italia non c’ è cultura in tal senso, ci vuole il tempo necessario e per questo il tifoso ci va cauto“.
Quali sono i segreti per coinvolgere i tifosi? “Bisogna essere trasparenti e coinvolgere persone che sono notoriamente interessate alle sorti della Salernitana, di tutte le tipologie, dal semplice tifoso al personaggio istituzionale o grosso professionista della città. Programmare lo stretto necessario e portare a termine tutti i progetti, non tralasciando nulla“.
E i primi passi da compiere? “Il primo in assoluto è preparare uno statuto con l’individuazione dei membri costituenti. Per esempio a Roma ci sono 83 membri costituenti, quanti sono gli anni della Roma. E’ il primo passo necessario per fare sul serio. Oggi tutti possono dire, adesso mi metto a fare l’azionariato popolare. Per essere credibili bisogna agire dimostrando di sapersi muovere. Come le dicevo, è importante coinvolgere persone di tutti i ceti sociali.
Bisogna coinvolgere l’avvocato, il politico e il tifoso comune, solo così può prendere corpo un vero azionariato popolare, anche perché ci sono delle spese da sostenere e sarebbe opportuno affidarsi anche a professionisti che possono alleggerire con il loro apporto, magari gratuito, tutti gli oneri conseguenti all’attività.
E’ importante anche che il tifoso capisca il vero scopo del progetto. Molti possono pensare che si intervenga in maniera netta a livello societario, magari per spiazzare il presidente di turno. Non è così. Ciò può costituire una disillusione nei tifosi, che magari pensavano che ci fosse pronto il magnate di turno a rilevare la Salernitana.
L’azionariato popolare è un progetto a medio-lungo termine e questo fatto magari all’inizio può scoraggiare qualcuno, che però successivamente, una volta digerito il concetto, potrebbe ripensarci e partecipare attivamente“. Grazie per la sua disponibilità, penso che avremo modo di scambiarci altre opinioni al riguardo nei prossimi giorni. “Grazie a voi e un grosso in bocca al lupo per l’iniziativa“.

